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19th Gennaio
2019
written by Operatori Sociali Milano

REPORT ASSEMBLEA NAZIONALE 12 GENNAIO 2019 REGGIO EMILIA (Lab AQ16)

RETE INTERSINDACALE E RETE NAZIONALE OPERATORI SOCIALI

Questo è il report di una Assemblea importante svoltasi a Reggio Emilia il 12 gennaio.

Se sei una educatrice/ore, una operatrice/ore o hai a che fare con il terzo settore ti consigliamo di leggerlo attentamente perché ti riguarda da vicino. Se sei una persona interessata alle lotte e alla giustizia potrebbe interessarti molto perché abbiamo speso del tempo a chiederci qual è il miglior modo di lottare e riconquistare diritti e dignità.

Siamo lavoratrici e lavoratori del sociale, impegnati in Sindacati di base, come Adl Cobas e Sial Cobas, e nella Rete Nazionale Operatori Operatrici Sociali, oppure in collettivi territoriali e/o autoconvocati che, da settembre ad oggi, hanno intrapreso un percorso indipendente e condiviso per unire le lotte degli educatori e per migliorare le nostre condizioni.

La “carne al fuoco” è tanta: Contratto Nazionale, Legge ex-Iori (205/2017) e decreto Lorenzin 2017, D.L. Salvini (2018) e legge di bilancio 2018, con le sue conseguenze su lavoratrici e lavoratori, bandi e gare d’appalto sempre più al “massimo ribasso”…

Abbiamo provato a ragionarci innanzitutto chiarendoci come proseguire e con chi: un percorso radicale, che non faccia sconti sulle rivendicazioni e abbia ben chiaro chi è la controparte, che mantenga un legame forte tra l’attenzione ai nostri diritti e l’etica del lavoro con “i nostri utenti”, ovvero le persone più svantaggiate, le fasce più deboli della società. Un percorso che possa garantire a ciascuno/a la libertà di esprimersi nel rispetto reciproco e nella garanzia dell’indipendenza.

Prossimi passi? In Emilia iniziative regionali condivise, in Lombardia varie possibilità di mobilitazione da verificare ancora insieme e continuare ovunque l’agitazione nei luoghi di lavoro e sul territorio.

E quando rinnovereranno il contratto? Assemblee dappertutto!!!

Con la prospettiva di una due giorni questa estate dove prenderci il tempo per riflettere ancora più profondamente sui nostri diritti, verso una ricomposizione di categoria.

Se vuoi dare il tuo contributo sei la benvenuta/il benvenuto!

Contattaci su intersindacale.educatori@gmail.com

oppure sulle pagine e/o siti della Rete e dei Sindacati che pubblicheranno questo report.

Realtà presenti all’assemblea del 12 gen a Reggio Emilia:

  • Milano e Monza-Brianza Sial Cobas e Rete Op Soc: Angelo, Beatrice, Laura, Matteo, Chiara

  • Tradate Educatrici/Educatori Varesotto: Camilla, Pino

  • Reggio Emilia ADL Cobas e Eduky Reggio: Silvio, Davide, Giulia, Danilo, Pasquale,Giuseppe. USI: Filippo, Silvia.

  • Bologna ADL Cobas e Educatori contro i tagli: Cecilia, Filippo, Tiziano, Rosario, Alessandro, Elena

  • Rete Educatori/Educatrici Mantova: Arianna, Adriano, Lorenzo

  • Rete Educatori/Educatrici Rimini: Federico

  • Rete Operatori Sociali La Spezia: Laura, Stefania, Federica

  • Collettivo Educatori e Operatori del Sociale Parma: Francesca, Alessandro, Salvatore

  • Genova: Serena

  • Padova: Oswald

  • Firenze: USB Matteo, Paolo

INTRODUZIONE E O.D.G.

Questo incontro rappresenta la terza tappa assembleare di un coordinamento che si è costituito a partire dalla collaborazione tra Rete Nazionale Operatori Operatrici Sociali, attiva dal 2013, e alcune sigle del sindacalismo di base (ADL COBAS EMILIA e SIAL COBAS MILANO, dopo gli incontri del 22 SETTEMBRE 2018 a Milano e la Web Call del 27 NOVEMBRE 2018 (con collegamenti da 13 città). Insieme si sono costruite le mobilitazioni del 26 OTTOBRE 2018 durante la giornata di sciopero nazionale, indetto da alcune sigle del sindacalismo di base, e del 10-15 DICEMBRE 2018 in cui si sono fatte assemblee pubbliche, presidi e flash mob in varie città nelle quali si sono portate le stesse parole d’ordine, la stessa piattaforma rivendicativa e alle quali si è cercato di dare una risonanza mediatica coordinata, unitaria.

RETE INTERSINDACALE e RETE OPERATORI OPERATRICI SOCIALI è un coordinamento in costruzione, aperto ad altre realtà collettive e sindacali che ne condividono finalità, contenuti, forme e modalità di organizzazione e partecipazione dei lavoratori e lavoratrici. Partiamo dalla consapevolezza che stiamo intraprendendo un percorso a medio-lungo termine, che al di là, o a maggiore ragione, del rinnovo del C.C.N.L. Coop. Sociali, che potrebbe arrivare nei prossimi mesi, la lotta sarà lunga e ampia: riguarda il riconoscimento della figura professionale, a partire dal mondo della formazione; il miglioramento del contratto nazionale di lavoro; il superamento del meccanismo degli appalti, passando all’accreditamento, fino a parlare di reinternalizzazione dei Servizi; dalla lotta, sindacale e politica, contro le logiche e gli effetti delle attuali politiche di governo, vedi decreto Immigrazione e Sicurezza.

1) Programma della mattina: Discutere e chiarire questo tema delle identità, dei rapporti interni, dei rapporti con l’esterno, delle forme e modalità di organizzazione e partecipazione dei lavoratori e lavoratrici, facendo emergere punti di forza e criticità. Chi siamo, quello che vogliamo e quello che non vogliamo.

2) Programma del pomeriggio: Approfondimento e confronto su 3 aspetti principali con l’obiettivo di proseguire nella costruzione della Piattaforma:

  • Dalla scorsa legge di bilancio a quella di quest’anno (entrata in vigore il 1/1/2019) ci sono state novità legislative che hanno aggiunto elementi al panorama giuridico di settore pre-esistente. Oltre al compito di portare informazioni chiare tra i lavoratori e le lavoratrici in merito ai nuovi sviluppi legislativi, vorremmo portare critiche di senso e rivendicazioni volte a contrastare lo scarico di costi e responsabilità sui singoli lavoratori per una indefinitezza e frammentarietà mantenuta tale, da vent’anni almeno, da interessi lobbistici e vuoti istituzionali.

Si tratta di capire se oltre ai punti sulla riqualifica dei “senza titolo”, meglio definiti “diversamente titolati”, a seguito dell’approvazione della legge di bilancio 2017 (L. 205/2017 ex-Iori Binetti), ci sono altri punti importanti da aggiungere alla luce della neo emessa legge di bilancio 2018.

  • Nel coordinamento RENOS-INTERSINDACALE si è aggiunta la lotta degli operatori dell’accoglienza e vorremmo comprendere le rivendicazioni dei lavoratori/lavoratrici di questi servizi all’interno della piattaforma nazionale, in aggiunta alle già presenti rivendicazioni su contratto C.C.N.L.

  • Sul tema contratti stiamo approfondendo lo studio di quelle che sono le differenze tra i molteplici contratti di settore, non solo dal punto di vista salariale. Nella Piattaforma sono già presenti diversi punti rivendicativi, i paletti fondamentali sono: l’unificazione dei contratti ad un unico contratto che abbia come riferimento quello degli enti pubblici.

In conclusione vorremmo lasciarci con alcune proposte concrete di mobilitazioni future da organizzare e coordinare.

1) Mattina: CHI SIAMO, COSA VOGLIAMO FARE E COME

La nascita e l’affermazione di questo coordinamento sono un importante passo avanti. La storia di questi anni ci insegna che i lavoratori e le lavoratrici possono avvicinarsi ad un percorso di lotta, di rivendicazione e di ricomposizione della categoria sia attraverso le strutture sindacali tradizionali (iscrizione al sindacato, costituzione di rappresentanze sindacali), sia attraverso le iniziative di un collettivo informale, che lavora più sul territorio che nei luoghi di lavoro, e che in questi anni ha cercato di inquadrare la discussione sulle problematiche del lavoro sociale all’interno di una cornice ampia di settore (il terzo settore) e all’interno delle politiche nazionali di welfare. Oggi il nostro compito, con questo coordinamento, dovrebbe essere quello di presentare ai lavoratori e alle lavoratrici una “proposta di organizzazione e di lotta” più completa e organica che parla sia di costruzione di un’idea politica differente a partire da chi lavora, tutti i giorni, con le fasce più deboli della società che tenga insieme la lotta per il miglioramento della qualità dei servizi, dei diritti e dignità dell’utenza (cittadini, abitanti, autoctoni e immigrati) con la lotta per il miglioramento delle condizioni di chi lavora in questi servizi, diritti e dignità per i lavoratori del sociale. “La nostra dignità è la dignità di tutti e tutte”; difendiamo l’etica del nostro lavoro.

All’interno di questo coordinamento le varie soggettività possono comunque mantenere un’autonomia e un’indipendenza di pensiero e di azione, ma l’aspettativa è quella di condividere sempre di più saperi e pratiche. Dobbiamo fare Rete e darci una cornice nazionale, per contrastare la fremmentarietà, la separazione delle lotte e la logica del “proprio orticello” “meglio occuparsi di piccoli aspetti, senza entrare in conflitto con la controparte, per ottenere dei piccoli risultati e accontentarci di quelli, senza mettere tutto in discussione”.

Il nostro tentativo è quello di coinvolgere colleghi/e di differenti servizi e diverse aziende e cooperative. La nostra volontà è di partire dal basso, decidere noi cosa fare. Siamo noi, lavoratrici e lavoratori che costruiamo il sindacato, sia nella teoria che nella pratica con orizzontalità. Dobbiamo costruire un rapporto sindacale coi colleghi e le colleghe dei luoghi di lavoro, avviare un processo di sindacalizzazione, all’interno di una categoria scarsamente sindacalizzata ma che ne ha fortemente bisogno, soprattutto alla luce del nuovo contratto che verrà rinnovato e del rischio reale e attuale di perdita di tanti posti di lavoro per effetto delle recenti legislazioni (D.L. Sicurezza, L.205 titoli). Dobbiamo costituire rappresentanze sindacali (R.S.A. e R.S.U.) ed eleggere rappresentanti della sicurezza (che hanno responsabilità su tanti aspetti del nostro lavoro, fortemente connessi anche al lavoro con l’utenza). E’ l’assemblea dei lavoratori che ci da il mandato per farci portatori delle istanze rivendicative, della piattaforma, delle trattative. Dobbiamo riappropriarci degli strumenti sindacali, “la sindacalizzazione deve diventare un atto quotidiano come mettere le scarpe la mattina prima di uscire di casa”. Dobbiamo puntare molto sul “lavoro” nei luoghi di lavoro: postare informazione, costruire controinformazione, portare a casa dei risultati concreti.

Chi siamo e come ci muoviamo fa la differenza, dobbiamo aver chiare queste cose, possiamo dialogare con tutti, possiamo chiedere conto alla senatrice o al parlamentare di turno circa lo stato delle cose, possiamo chiedere ai rappresentanti della cgil se e come stanno prendendo in considerazione i punti della nostra piattaforma, possiamo sederci al tavolo con Legacoop… ma dobbiamo avere chiaro chi siamo e quali sono le nostre controparti. Non siamo disposti a svendere la nostra dignità; non puntiamo ad eliminare la conflittualità; la nostra è una lotta per i diritti di tutti e tutte, le cose si portano a casa coi rapporti di forza, non per scambi mercantili o clientelari, favori personali, interessi individualistici. Ci sono pratiche sindacali differenti, noi vogliamo agire per l’interesse collettivo e attraverso la partecipazione diretta dei lavoratori e lavoratrici. Oggi questa assemblea mi sembra un segnale che va in controtendenza con quello che c’è il giro. Concretamente possiamo cominciare a “mettere dei paletti” per chiarire e condivere quali sono le condizioni a cui non siamo più disposti a lavorare. La piattaforma nazionale già va in questa direzione, va ampliata con la parte sui servizi dell’accoglienza.

2) Pomeriggio: PANORAMICA SU: ATTUALE ASSETTO LEGISLATIVO (Legge di bilancio 2017, ex-L.Iori-Binetti, D.L. Lorenzin, D.L. Sicurezza, Legge di bilancio 2018); ESTENSIONE PIATTAFORMA con le lotte nell’accoglienza; CONFRONTO TRA CONTRATTI

A seguire: presentazione dei temi, il dibattito, le proposte.

PRESENTAZIONI

* Legislazione sui titoli

Nella legge di bilancio 2017, entrata in vigore 1/1/2018, sono comparsi una manciata di commi (594-601) che hanno trasformato l’originale testo di legge “Iori-Binetti” imponendo l’obbligo di laurea per l’esercizio della professione educativa, in tutti gli ambiti e servizi, confermando la divisione in educatori socio-sanitari e educatori socio-pedagogici. Per i “diversamente titolati” e per chi è senza laurea universitaria, con meno di 50 d’età e 20 di servizio, è stata prevista una norma transitoria: acquisizione di 60 cfu, da pagarsi a proprie spese, presso l’università per avere l’equiparazione al titolo in scienze dell’educazione. Quasi nello stesso periodo il decreto Lorenzin ha messo mano all’ambito sanitario, imponendo l’iscrizione ad un albo professionale (con relativi costi d’iscrizione e di mantenimento, compresa la formazione con crediti ecm), per i laureati SNT2, a partire dal 1/7/2018. L’ultima legge di bilancio, entrata in vigore il 1/1/2019

  • ha esteso l’inclusione all’albo anche per i professionisti senza laurea SNT2 che nel corso degli ultimi 10 anni hanno svolto, per almeno 36 mesi, anche non continuativi, mansioni sanitarie e riabilitative in servizi sanitari e socio-sanitari;

  • ha confermato l’equipollenza per i post ’99 alla laurea SNT2, ovvero chi si è diplomato nelle scuole di formazione regionale negli anni 2000-2005, dopo 20 di vuoto legislativo, ora ha un titolo equiparato a quella laurea e l’obbligo di iscrizione all’albo delle professioni sanitarie;

  • ha confermato la possibilità per gli educatori socio-pedagogici di lavorare in ambito socio-sanitario “limitatamente agli aspetti pedagogici”, non meglio specificati.

I riferimenti di legge per approfondire il tema: D.M. 520/98; L.205/2017; L.145/18 art.1; L.148/2018; art.4 L.44/99; L.4/2013; L.3/2018; D.M. 22/6/2016; D.Lgs 502/92.

Le schifezze non riguardano solo l’ambito parlamentare dal quale sono venuti fuori, negli anni, leggi ed emendamenti non chiari e talvolta anche in contrasto tra loro; ma soprattutto nelle realtà lavorative (enti locali, aziende, cooperative) e nella testa dei lavoratori e lavoratrici la confusione regna sovrana… e allora diventa necessario conoscere e continuare a rimanere informati sui movimenti che verranno per non cadere nelle trappole di capitolati d’appalto mal scritti o cedere a illegittime pressioni dei datori di lavoro o ancora evitare di spendere soldi ed energie inutilmente.

Nella piattaforma nazionale approvata dall’assemblea di settembre sono già contenute le rivendicazioni rispetto alla “tangente” da pagare alle università per mantene un posto di lavoro che continua ad essere sfruttato e sotto forte ricattabilità, non solo per il salario ma anche per altre condizioni contrattuali, per i processi di esternalizzazione, per la sovrastruttura degli enti-cooperative per cui lavoriamo e per il rapporto con l’utenza con cui lavoriamo. Si tratta di aggiungere eventuali altre rivendicazioni, partendo da quelle che sono anche delle linee giuda europee che parlano di profilo unico dell’educatore, sia come percorso formativo che come mansioni lavorative.

* Settore dell’accoglienza

Il percorso di mobilitazione è nato ben prima del D.L. Salvini, già ai tempi della Minniti-Orlando, cominciando a mettere a tema le criticità del sistema dell’accoglienza. Dall’estate 2018, appoggiati da ADL Cobas, partendo dalla piattaforma della Rete Nazionale, abbiamo iniziato a considerare la nostra lotta una parte della più ampia lotta degli operatori e operatrici sociali.

Vorremmo aggiungere nella piattaforma nazionale la presenza della figura dell’operatore dell’accoglienza e le sue rivendicazioni.

Abbiamo cominciato a scrivere delle “linee giuda” per darci delle indicazioni d’azione all’interno dei luoghi di lavoro. (Quali prospettive per i servizi che andranno in scadenza; indisponibilità a lavorare in servizi con condizioni al ribasso, a seguito della riduzione delle risorse da 35€ a 24-21 € per ogni inserimento per effetto del decreto; costruire assemblee sindacali nei luoghi di lavoro; interpellare le istituzioni locali e le prefetture sul futuro dei progetti e dei finanziamenti; ben prima della “disobbedienza dei sindaci” noi abbiamo richiesto la procedura di iscrizione anagrafica dei richiedenti asilo).

Abbiamo stabilirto la centralità dell’etica del lavoro, rapportato ai diritti alla dignità dell’utenza dei servizi, uniti al miglioramento delle condizioni di lavoro.

* Contratti di lavoro

Conoscere le differenze tra i contratti, ma al di là delle differenze economiche che esistono, si tratta di stabilire quali sono i piani di analisi e di intervento. Senza il 5% di rappresentatività “non ti ricevono nemmeno e se ti ricevono ti fanno parlare e poi ti dicono che quando sarai il sindacato con la maggior rappresentatività nella categoria avrai potere decisionale”. Come movimentare le acque? Come far crescere la forza di rappresentanza, creandone una nuova, alternativa ai sindacati confederali, attualmente unici firmatari dei contratti nazionali?

Come creare e diffondere e far partecipare ad una campagna che dica che le condizioni vanno migliorate?

  • Sul piano economico: prendiamo a riferimento il contratto pubblico impiego e troviamo modi per far emergere queste differenze (cosa comporta l’esternalizzazione e dimostrare che non sempre l’esternalizzazione è un rispsrmio per gli enti e un miglioramento della qualità). Abbiamo visto degli esempi di reppresentazioni grafiche-schematiche per far luce immediata sulle differenze salariali.

  • Sul piano dei diritti contrattuali il discorso si allarga, non riguarda solo il salario ma questioni legate alla salute (stress, usura, burn-out…), agli strumenti e i mezzi di lavoro; il lavoro indiretto di progettazione; la dispersione geografica dei luoghi di lavoro. Oltre alle rappresentanze sindacali (R.S.A.), sarebbe utile un lavoro congiunto coi rappresentati dei lavoratori per la sicurezza (R.L.S.

Anche senza avere, sul piao nazionale, la rappresentatività necessaria per essere firmatari dei contratti collettivi, si possono costruire vertenze singole e collettive, magari coordinate e condivise, sostenute da campagne pubbliche, che possono aprire la strada a nuove rivendicazioni utili a tutti e a stabilire nuovi paletti per tutta la categoria.

DIBATTITO

Nella Piattaforma approvata dall’assemblea di settembre in merito all’imposizione dell’acquisizione dei 60 cfu per i “diversamente titolati” per avere l’equiparzione alla laurea L-19 SDE, si è puntato su: riduzione e/o annullamento dei costi a carico dei singoli lavoratori/lavoratrici; riconoscimento della formazione come orario di lavoro; riconoscimento di altre formazioni già acquisite ma non conteggiate; opposizione alla divisione socio-ped e socio-san e unificazione dei percorsi.

Con questa assemblea abbiamo riaffermato che questa imposizione trattasi di una “tangente” dal punto di vista economico e una “fuffa” dal punto di vista pedagogico, non definibile formazione (anche alla luce del fatto che tanti enti stanno spingendo per l’iscrizione ai corsi telematici). Gli educatori e le educatrici devono essere riconosciuti già ora, per il lavoro che fanno, non per effetto di una formazione e una futura riqualifica che non ha senso. Una delle ipotetiche future ripercussioni sul mondo del lavoro potrebbe anche essere quella di un aumento dei carichi di lavoro alla luce di un nuovo riconoscimento legislativo e forse chissà di inquadramento contrattuale.

I poli tra cui si è dibattuto sono stati da un lato il boicottaggio assoluto di questi corsi, almeno per tutto il 2019, “contro l’ingiustizia senza mitigarla”, con anche l’aspettativa di una possibile rimessa in discussione legislativa da parte dell’attuale classe politica e quindi nuovi emendamenti che potrebbero rivedere i caratteri dell’attuale legge; dall’altro il tentativo di concretizzare una “riduzione del danno” “i lavoratori ci mettono la testa, chi paga il costo e il tempo impiegato?”, spingendo sulle controparti datoriali e soprattutto sulla possibilità di accedere a finanziamenti europei. Per qualcuno le due posizioni non sarebbero del tutto in contrasto; però dobbiamo considerare che tanti/e colleghi/e a questi corsi si sono già iscritti e che, attraverso l’organizzazione sindacale, è forse più possibile agire sullo sblocco di fondi per la formazione e soprattutto vigilare sulle future gare d’applato affinché non “taglino fuori” i lavoratori/lavoratrici con clausole che non tengano conto di questa finestra dei 3 anni per la riqualifica (attualmente rimasti 2 anni, essendo che 1 è già passato). In un contesto nazionale in cui la frammentarietà si esprime anche con linee politiche aziendali differenti nei vari territori questo succede spesso e allora dovremo condividere strumenti e pratiche di vertenzialità in difesa dei posti di lavoro. (Abbiamo già esempi di capitolati d’appalto impugnati da lavoratori e/o utenti e riscritti). In conclusione di questo ragionamento si è detto che non siamo contrari alla formazione, anzi la formazione è un diritto e un dovere di ciascun professionista e ciascuno da contratto ha un tot. di ore annue di formazione obbligatoria da svolgere in orario di lavoro retribuito e riconosciuto (12 ore/annue del c.c.n.l. Coop Sociali + la possibilità di concordare con l’azienda delle altre ore di formazione facoltativa individuale). Siamo contro la speculazione sulla formazione.

PROPOSTE

SUL TEMA CONTRATTO:

  • Quale azione di lotta più esplicita prossimamente? Un presidio sotto Legacoop? Sotto cgil? Per ri-condividere pubblicamente i nostri contenuti, i contenuti della piattaforma.

  • I colleghi/e di Tradate hanno scritto un comunicato di critica rispetto alle modalità di trattativa in merito al rinnovo del c.c.n.l. e l’hanno fatto girare nelle cooperative, sul territorio. E l’hanno condiviso in Rete come strumento utile a tutti/e.

  • I bolognesi propongono una conferenza stampa coordinata in varie città in cui ribadire pubblicamente le rivendicazioni contenute nella piattaforma e rilanciare furure mibilitazioni di contrasto al nuovo c.c.n.l. se verrà rinnovato senza reali miglioramenti

  • Adl Reggio vorrebbero costruire uno sciopero regionale su questi 3 temi (L. 205, accoglienza, contratto) con corteo-presidio a Bologna, sotto i palazzi di Regione e Legacoop, che stanno nello stesso luogo. Alla regione chiedere di utilizzare i fondi europei per abbattere i costi della riqualifica e chiedere intenzioni future sui servizi d’accoglienza; a Legacoop per contestarla.

  • Proposta di uno sciopero regionale anche in Lombardia e altre mobilitazioni.

PROPOSTE TEMATICHE:

  • Sempre a Tradate vorrebbero utilizzare le loro assemblee territoriali per propore incontri tematici di approfondimento, autoformazione e controinformazione (ed esempio la figura europea del “social worker” che tiene dentro educatori, assistenti sociali…)

  • A Mantova un tema di approfondimento vorrebbe essere l’intersezione tra lavoro sociale e femminismo, anche in vista dello sciopero dell’8 marzo.

  • Contrastare/problematizzare il tema del demandare i servizi ai volontari.

  • Contrasto al d.l. Sicurezza.

  • Utilizzo della radio bolognese con la trasmissione “il Welfare è sparito” come spazio di approfondimento, discussione e amplificazione sulle lotte.

  • Ulitizzo dei social (blog e pagine FB) per rimpallare notizie e mobilitazioni e tracciare una linea comunicativa comune. Nel marasma della frammentarietà provare a costruire linee comunicative chiare, pulite, unitarie. Sarebbe da ragionarci su come utilizzare gli strumenti di comunicazione.

PROSPETTIVE ORGANIZZATIVE E PERCORSI DI SINDACALIZZAZIONE:

  • Da tutti/e è stata riconosciuta l’importanza di puntare sul lavoro di partecipazione, coinvolgimento, organizzazione nei luoghi di lavoro, attraverso la sindacalizzazione e il coordinamento di rappresentanze sindacali

  • “aver condiviso coi colleghi la piattaforma ha fatto crescere delle consapevolezze”

  • in ogni luogo di lavoro puntare su quelli che sono gli aspetti fondamentali di un possibile lavoro sindacale (R.S.A. e R.L.S.) e intorno a quelli ricercare attivazione e partecipazione.

  • Sul lungo periodo lottare per un processo di reinternalizzazione dei Servizi e di superamento degli appalti (l’accreditamento, che non è la soluzione ma fa perdere meno diritti contrattuali rispetto agli appalti, potrebbe essere un passaggio intermedio).

  • Accoglienza: rivendicare cosa? E’ possibile immaginare che, nonostante le riduzioni dei finanziamenti nazionali, noi si dica “andiamo avanti a lavorare e a prestare servizio?” In che modo, con che soldi? Per quanto tempo sarebbe possibile utilizzando degli accantonamenti che le aziende hanno immagazinato? Volendo le azende le risorse le avrebbero, preferiscono usarle per la geolocalizzazione piuttosto che altro (salari, progetti…). Dobbiamo rivendicare il fatto che i soldi vengano usati per la qualità del lavoro non per dispositivi inutili (come il controllo). In ogni caso rivendichiamo il fatto di essere dipendenti di un’ente (azienda, cooperativa) che ci ha assunto per svolgere servizi per la comunità e che la responsabilità di farci lavorare in quest’ambito, senza proporre tagli drastici di ore in alternativa al licenziamento.

PROPOSTE ASSEMBLEARI PER LA RETE:

  • Proposta di una 2gg estiva sui diritti degli Educatori (Rimini?)

6th Dicembre
2018
written by Operatori Sociali Milano

MARTEDì 27.11.2018 dalle 20 alle 22.30

VERBALE

EDUCATORI/TRICI, COLLETTIVI, SINDACATI CONNESSI:

RIMINI (Collettivo educatori Rimini + Adl Cobas), LA SPEZIA (Gruppo educatori/trici) , ROMA (Social Workers) , GENOVA, PARMA ( Gruppo educatori/trici) , MILANO (Sial Cobas + Collettivo educatori/trici ), REGGIO EMILIA (Adl cobas + Collettivo Eduki) , BOLOGNA (Educatori contro i tagli + educatori Adl Cobas accoglienza), MANTOVA (Collettivo? ) , FIRENZE ( Gruppo Lavoratori/trici ), PADOVA (Adl Cobas padova + lavoratori accoglienza) e SAVONA.

INTRODUZIONE:

Silvio (ADL Cobas Reggio Emilia):

Ringraziamo tutti per gli sforzi fatti per collegarci tutti. L’iniziativa è stata organizzata da ADL E SIAL Cobas.

L’intento è quello di riuscire a creare un coordinamento di medio e lungo periodo per riuscire ad incidere sul CCNL, sulla legge Iori, sugli appalti e sull’accoglienza.

Negli ultimi anni il mondo del lavoro è cambiato molto. Più passa il tempo e più vengono fatte scelte in cui di fatto ci sono continui tagli che ricadono sui lavoratori. Es. quote sociale cooperative, straordinari che non vengono pagati, pagamento corsi .

Ci sono strumenti sindacali che vanno utilizzati: creazione di RSA e RSU all’interno del posto di lavoro. Ciò permetterebbe di fare delle riunioni pagati o di sapere 45 giorni prima un futuro cambio appalto. Questi strumenti sono importanti per creare dei rapporti di forza a livello nazionale e locale.

La piattaforma che CGIL, CISL e UIL stanno contrattando a Roma non è stata discussa con i Lavoratori. Noi crediamo in un sindacato che si basa sulla partecipazione e non sulla sindacalizzazione.

Angelo (Sial Cobas Milano):

Situazione Cooperative: situazione per certi aspetti nuova. Momento in cui si stà cercando di coordinarsi tra diverse realtà.

I lavoratori che hanno il contratto delle cooperative sociali sono 350.000. Noi non siamo a conoscenza di lavoratori che abbiano votato la piattaforma che è oggetto di contrattazione. La proposta è quella di passare a una presenza sindacale in più città mantenendo due livelli : uno è quello del coordinamento con tutte le realtà del terzo settore (servizi a scuola, servizi alla disabilità, servizi nell’accoglienza), l’altro è quello più sindacale. Rispetto a questo punto significa iscriversi al sindacato Sial Cobas o al sindacato ADL Cobas (e organizzarsi con RSA e RLS) e contribuire anche a creare un coordinamento sindacale tra diverse sigle che abbiano come minimo comune denominatore la partecipazione e la decisione dei lavoratori.

In merito alla legge Iori ci vorrà più tempo ma l’idea è che il coordinamento intersindacale e una nuova realtà sindacale nel settore possa incidere sulla attuale legge facendo i conti con modifiche che si renderanno via, via necessarie anche sulla spinta delle incongruenze e delle richieste dei lavoratori/trici.

INTERVENTI:

RIMINI:

Condividiamo l’introduzione, qui abbiamo ripreso i lavori della rete da poco, negli anni scorsi c’era stato un tentativo di costruzione di rete degli educatori per incidere nella situazione locale in merito ad appalti ed educazione nelle scuole. Nell’ultimo periodo abbiamo sentito l’esigenza di attivarci.

La costruzione della piattaforma della RENOS ha stimolato curiosità ed abbiamo iniziato a incontrarci per pensare ad un piano di azione. Vorremo andare oltre l’informalità della rete, vorremo superare il modo operandi dei sindacali tradizionali confederali.

vogliamo la partecipazione diretta dei lavoratori nelle fasi decisionali e nei tavoli di trattativa… condizione essenziale per fare sindacato nel nostro settore.

Altra cosa la trasparenza, vorremo che nelle decisioni ci interpellassero, dato che abbiamo vissuto negli anni totale estraneità nei processi che determinavano le nostre condizioni di lavoro. Queste sono le premesse per pensare ad un nuovo percorso di attivazione.

Con questo spirito abbiamo iniziato a fare delle assemblee per condividere idee, abbiamo condiviso la piattaforma nazionale e su questo troviamo necessario fare un percorso che porti alla luce in ogni città la nostra richiesta. Come diceva Angelo da Milano ancora non abbiamo la possibilità di entrare nel tavolo di trattativa sul rinnovo del contratto collettivo, ma possiamo fare una forte pressione dato che il lavoro degli ultimi due mesi ha prodotto fermento che anche noi percepiamo.

Questioni legate al locale: sistemi degli appalti, condizione dell’assistenza educativa nelle scuole nel quale a Rimini si vive una forte precarietà: in caso di assenza dello studente non ci vengono pagate le ore, ore non frontali sono inesistenti e l’aspetto formativo è carente. Abbiamo sviluppato un piano di intervento che prevede il riconoscimento totale delle ore stabilito dai tavoli tecnici (educatore di plesso , istituto o classe) e l’aumento delle ore non frontali per coordinarci col corpo di sostengo delle scuole, cosa che ci viene richiesta e che dobbiamo fare in maniera volontaria. Questo è il piano che stiamo sviluppando a Rimini. Nel 2019 avremo nuovo grande bando per assistenza educativa nelle scuole di tutti gli ordini e gradi e vorremo sfruttare preparare il momento dal punto di vista dei lavoratori.

Stiamo provando a coordinarci con l’associazione dei genitori e quello che in città si muove intorno a noi dato che questa battaglia va sentita da tutta la città e comunità, a partire dalle famiglie che sono le prime interessate. Qualsiasi percorso territoriale troverà molta più forza se riusciremo a sviluppare un coordinamento nazionale continuativo. Nel nostro settore la sindacalizzazione non è stata molto estesa fin’ora o comunque è sempre stata intesa in termini di delega; il nostro percorso a Rimini continuerà ibrido con le qualità della rete e del lavoro sindacale vero.

BOLOGNA:

Rosario ( Operatori contro i Tagli) :

Premessa: La rete Nazionale è nata nel 2013 anche grazie al lavoro della nostra radio che ha facilitato l’incontro tra collettivi e realtà diverse. Da lì è poi nata la Rete Nazionale. Alcuni collettivi non ci sono più come quello di Napoli. La Rete Nazionale nasce per creare un dialogo tra collettivi e sindacati. La Rete ha bisogno del supporto e degli strumenti sindacali. Senza sindacati non si possono fare determinata battaglie.

Dopo l’incontro della Rete Nazionale di Milano abbiamo incontrato diverse sigle sindacali: CGIL e USB. Entrambi si sono mostrati disponibili. CGIL ha detto che porteranno al tavolo alcuni punti della nostra piattaforma ma non sono molto fiduciosi. Sappiamo che l’aumento salariale di cui si stà parlando è di 87 euro che a noi non stà bene. C’è poi il tema delle notti passive, del part time verticale.

Abbiamo poi cominciato ad incontrarci con gli operatori dell’accoglienza che avranno delle conseguenze pesanti (perdita del posto di lavoro) e immediate, in seguito all’approvazione del Decreto Sicurezza.

Il 6 dicembre faremo un incontro pubblico riguardante il Decreto Sicurezza, la legge Lorenzin, la Ex legge Iori.

Oltre a ciò portiamo avanti un lavoro comunicativo e di connessione attraverso la nostra Radio.

Noi auspichiamo che la Rete si allarghi e che si trovi un’altra giornata comune prima del 19 dicembre.

Marinella (Operatrice Accoglienza):

Il nostro percorso nasce con il Decreto Sicurezza 113/2018 di Salvini. Precedentemente ci eravamo mobilitati per il decreto Minniti -Orlando. Questa volta abbiamo tentato fin da subito la strada della sindacalizzazione perché riteniamo importante avere più forza per difendere il nostro lavoro. Si tratta infatti da una parte di contrastare forme di razzismo e dall’altro di una difesa del nostro posto di lavoro.

Abbiamo fatto un’assemblea molto partecipata (circa 100 lavoratori) ad ottobre, con l’obiettivo di iniziare a mobilitarci. Da questa assemblea ne sono seguite altre a cadenza settimanale. Ad Oggi, abbiamo poi chiesto un incontro all’amministrazione comunale per capire come intende gestire le conseguenze del decreto sicurezza in città. Fin’ora non abbiamo una risposta. La città di Bologna ha puntato molto sul modello SPRAR con conseguenze positive sull’occupazione.

Ci terremmo molto che la situazione dei lavoratori dell’accoglienza entrasse nella piattaforma della Rete Nazionale.

PARMA:

Ringraziamo la Rete Nazionale e gli educatori di Reggio Emilia con cui ci siamo incontrati la scorsa settimana. Abbiamo partecipato ad un incontro di presidio organizzato a Reggio e da lì abbiamo preso i contatti per poi rivederci. La scorsa settimana abbiamo fatto un incontro con Eduki, ADL Cobas di Reggio Emilia e abbiamo invitato altri sindacati come CGIL e USB.

Noi ci stiamo organizzando adesso. Speriamo di riuscire a creare un collettivo. Noi respiriamo che c’è una maggiore attenzione verso la categoria. La scorsa settimana abbiamo invitato i sindacati CGIL e USB. La CGIL adesso dice che porterà al tavolo del CCNL dei punti della piattaforma della Rete Nazionale ma non sono fiduciosi di portarli a casa. Adesso siamo nella sede di USB che ci ha messo a disposizione lo spazio per fare questa diretta.

Secondo noi siamo una categoria molto frammentata e la Legge Iori contribuisce ad aumentare questa frammentazione. Secondo noi succederà che dovremo ottenere una qualifica pagata da noi che poi non ci verrà riconosciuta a livello contrattuale. Sarà difficile che i comuni faranno appalti dove richiederanno personale qualificato D2. Non crediamo che ci verrà richiesto di lavorare come D2 ma che ci inquadreranno tutti D1.

Piena solidarietà ai colleghi dell’accoglienza. Cerchiamo di partecipare alle problematiche di chi vive lontano da noi. E’ necessario creare una categoria di lavoratori unita

Condividiamo una forma ibrida tra Sindacato e Collettivi.

Vorremmo promuovere un momento successivo a questo in cui poter fare qualcosa. Vorremmo agire concretamente al fine di fare pressione a chi si siede ai tavoli e di far conoscere a livello pubblico la nostra professionalità e le criticità ad essa relative. Pensiamo a degli incontri aperti in cui coinvolgere le famiglie con cui lavoriamo e la cittadinanza.

FIRENZE:

Siamo un gruppo di educatrici/tori aut organizzati .

Premessa: A Firenze una decina di anni fa c’è stata una buona sindacalizzazione dei lavoratori, soprattutto con USB, e questo ha portato ad ottenere dei miglioramenti degli appalti per quanto riguarda l’educativa scolastica. Es. in caso di assenza dell’utente possiamo rimanere 15 giorni in servizio; avvio del servizio in contemporanea all’inizio della scuola; siamo riusciti a difendere dei posti di lavoro durante un cambio di appalto.

Rispetto alla Legge Iori, abbiamo pagato una difficoltà di relazione tra USB e CGIL. La prima assemblea è stata fatta dopo l’approvazione della legge. La CGIL ha avuto un atteggiamento contradditorio. Ha dichiarato pubblicamente di impegnarsi contro la legge Iori ma poi ha appoggiato le università che proponevano i corsi. Noi abbiamo cercato di promuovere un boicottaggio dei corsi sperando che gli iscritti non superassero il n. Minimo di 150 ma gli iscritti sono stati 180 pertanto i corsi sono partiti.

Le assemblea poi non sono state continuative nel tempo.

In quest’ultimo periodo stiamo cercando di riorganizzarci dal basso per poi riavvicinarci alle organizzazioni sindacali. Abbiamo lanciato una sperimentazione di assemblea auto convocata. Domani (28.11.2018) abbiamo indetto un’assemblea in orario di lavoro in cui non ci aspettiamo un’alta partecipazione.

Stiamo partecipando a questa serata perché ci interessava conoscere altre realtà e capire come collaborare e sostenerci a vicenda.

REGGIO EMILIA:

Danilo (Collettivo Eduki):

Lavoro fatto anno scorso: L’inverno scorso abbiamo iniziato a fare delle assemblee pubbliche in occasione della disdetta dell’ contratto integrativo. In seguito abbiamo fatto un presidio che ha portato all’apertura di un tavolo istituzionale che portasse a regolamentare in modo differente gli appalti comunali. Alcuni risultati: abbiamo ridotto la parte economica del bando di gara al 20 per cento rispetto al 30 o 40 %; abbiamo ottenuto una maggiore salvaguardia del posto di lavoro in caso di cambio di appaltante su un servizio; siamo riusciti a far eliminare le cosiddette “proposte aggiuntive” della parte tecnico qualitative (ma che in realtà hanno un valore economico) dei bandi che solitamente andavano a ricadere sui lavoratori (ore in più, servizi aggiuntivi a carico delle cooperative). Questo percorso si è concluso a Maggio 2018.

Dopo questo lavoro abbiamo lavorato in estate alla stesura della piattaforma della Rete Nazionale. Abbiamo partecipato all’incontro di Settembre a Milano.

In seguito ci siamo poi concentrati sui punti riguardanti la Legge Iori. Abbiamo promosso un presidio sotto il comune per chiedere l’apertura di un tavolo istituzionale in cui il comune svolga un ruolo di mediatore tra i diversi attori (università, regione, centrali cooperative) al fine di togliere i costi a carico del lavoratore e per promuovere una formazione di qualità. Il comune ad oggi, non ci ha risposto. Una consigliera di Sinistra Italiana ha presentato una mozione in consiglio comunale per chiedere l’apertura del tavolo. Vedremo quali sviluppi ci saranno.

MILANO:

Beatrice (cooperativa Aeris):

Dobbiamo pensare alle motivazioni che hanno portato allo sciopero del 26.10.2018. Secondo me abbiamo cominciato a ragionare intorno al valore della dignità sia dei lavoratori che dell’utenza. Abbiamo cercato di promuovere i nostri diritti e quelli degli ultimi. Se tolgono i diritti a noi lavoratori , tolgono dei diritti anche agli ultimi. Secondo noi questo è il messaggio forte che è passato.

Noi abbiamo cercato di sindacalizzarci. Il primo effetto di una maggiore sindacalizzazione è stato il fatto che dalla nostra Committenza è stata ritirata la geolocalizzazione. Abbiamo ancora problemi invece rispetto al fatto che dobbiamo timbrare, tramite un’app sul telefono, quando iniziamo e finiamo un’ora di lavoro con un utente.

Abbiamo scelto di sindacalizzarci in un modo e non in un altro. In questi mesi siamo cresciuti, abbiamo studiato. Speriamo che la nostra esperienza possa servire a qualcun altro.

E’ importante continuare a comunicare all’esterno quello che stiamo facendo e le nostre rivendicazioni.

Giorgio (Cooperativa Monza che si occupa di accoglienza):

Noi ci siamo mossi soprattutto ultimamente in seguito all’approvazione del decreto Salvini. Abbiamo iniziato a confrontarci in maniera informale tra colleghi spinti anche dall’assemblea di Roma sul decreto sicurezza. Qualcuno di noi poi ha cominciato a seguire il lavoro della Rete Nazionale.

La nostra cooperativa conta circa 40 lavoratori e all’assemblea che abbiamo fatto eravamo in 30.

Abbiamo deciso di rivolgerci a un sindacato. Abbiamo incontrato diversi sindacati, anche di base, ma alla fine abbiamo deciso di iscriverci alla CGIL. E’ stato valutato che la CGIL fosse più dentro rispetto al lavoro della prefettura e anche il fatto che altri lavoratori del nostro settore si erano rivolti sempre alla Cgil e quindi abbiamo visto la possibilità di una maggiore unione. E’ ovvio che qualora ci sentiremo scavalcati e non ascoltati ci tireremmo indietro dal rapporto con la CGIL.

I nostri piani di lavoro sono due: (1)I bandi futuri della prefettura e (2) le cooperativa .

La cooperativa non è un ente benefico. Sappiamo che la cooperativa ha avuto dei ricavi e quindi chiediamo che adesso usi questi ricavi per aiutare i lavoratori. Deve essere rivendicato l’aspetto etico che le cooperative dovrebbero avere.

Condivido di collaborare e sostenersi tra operatori dell’accoglienza ed educatori.

Matteo (Operatori Sociali Milano):

Da Settembre si è creta una sinergia tra collettivi e sindacati che ha portato a delle buone mobilitazioni locali. Secondo me adesso dovremmo pensare a un’ altra mobilitazione condivisa, prima di natale, intorno alla metà di Dicembre. Es. un corteo, un presidio, o diverse mobilitazioni con un logo o una frase comune. Nelle settimane scorse è girata una lista delle varie realtà da aggiornare.

Anche la piattaforma delle Rete Nazionale andrebbe aggiornata rispetto al Decreto Lorenzin; rispetto alle rivendicazioni dei lavoratori dell’accoglienza e rispetto a ciò che non condividiamo del Decreto Sicurezza a livello politico.

Pensa che Rete debba fungere da collante tra collettivi e sindacati di diversi luoghi di lavoro mentre penso che sia importante che sul luogo di lavoro si puntasse a una maggiore sindacalizzazione.

Propongo inoltre un’altra assemblea nazionale a gennaio.

TRADATE (Varesotto):

Camilla:

Noi abbiamo organizzato un incontro pubblico in cui erano presenti 120 educatori. Nel Varesotto è emersa una realtà di lavoratori frammentata e non inquadrati con il D2. E’ emersa la continua esternalizzazione dei servizi (anche di tutela minori e quindi anche lavoratori come assistenti sociali e psicologi). La nostra assemblea voleva avere più finalità. La prima era quella informativa, infatti vi è una grande bisogno di avere delle informazioni corrette perchè vi è una grande confusione. Abbiamo cercato di spiegare cosa cambia con l’introduzione della Legge Iori e Lorenzin. Abbiamo invitato gli operatori di Milano che hanno raccontato cosa si stà facendo con la Rete Nazionale perché volevamo portare un esempio di cosa potremmo fare. Nel nostro territorio, per quel che sappiamo , non sono stati fatti presidi, nonostante ci siano delle condizioni drammatiche. Stà avvenendo un continuo abbassamento dei capitolati di appalto e le cooperative del territorio non riescono più a partecipare. Stanno subentrando altre cooperative che vengono da fuori (Piemonte e Roma). Sono state fatte tante domande che richiedevano risposte precise che non ci sono ancora. Abbiamo pensato rilanciare un’altra assemblea il 3 dicembre per cercare di dare maggiori risposte. Siamo disponibili a fare un evento con i colleghi di Milano intorno alla metà di Dicembre.

PADOVA:

Operatore Accoglienza:

A Padova siamo un po’ all’anno zero. Noi siamo toccati maggiormente da ciò che riguarda l’accoglienza che vede una situazione drammatica sul piano occupazionale. Inoltre si è già iniziato ad applicare la norma del decreto Minniti che vede l’operatore ridotto ad un pubblico ufficiale come fossimo dei guardiani perdendo la funzione educativa.

Condivido l’importanza di tenere insieme i lavoratori socio educativi e quelli dell’accoglienza.

Condivido di aggiornare la piattaforma della Rete Nazionale con le rivendicazioni dei lavoratori dell’accoglienza.

ADL Cobas:

Propongo due riflessioni generali: 1) importanza di riuscire a organizzarsi sul luogo di lavoro, anche sindacalmente , sia per far rispettare il CCNL sia per migliorare il CCNL stesso. 2) Utilità di fare delle campagne pubbliche di comunicazione per far capire le condizioni di lavoro e le conseguenze che hanno la chiusura dei servizi sociali. 3) Rispetto alle controparti, è importante confrontarsi con i comuni e con le cooperative. Rispetto a quest’ultime vi è una difficoltà da parte dei lavoratori a portare a vanti delle rivendicazioni verso le cooperative stesse. Tanti lavoratori con cui parlo che si occupano di lavoro in comunità, vorrebbero fare lotte sindacali per avere aumenti e notti ben retribuite, ma temono che le richieste mettano in crisi la cooperativa che poi può rischiare di non riuscire a dare più lavoro.

SAVONA:

E’ la prima volta che partecipiamo ed è la prima volta che ci troviamo anche a Savona per discutere di questi temi.

Dal nostro punto di vista dovremmo discutere maggiormente del CCNL e non delle singole situazioni territoriali. ES. rapporto tra salario e costo della vita; il pagamento del mezzo di trasporto; il pagamento delle notti passive.

E’ importante che le rivendicazioni siano nazionali e non locali altrimenti le cooperative locali falliscono. E’ importante che le condizioni cambino per tutti.

Vorremmo trattare anche delle questioni della sicurezza. Vorremmo portare i Lavoratori a una grossa partecipazione Nazionale che possa condizionare la modifica del CCNL.

Pensiamo al Sindacato come a una realtà aperta e non corporativa.

Condividiamo di continuare con questo lavoro della Rete ma dobbiamo stare di più “sul pezzo”.

Lavoratore:

Bisogna cercare di pensare a 360° su tutti i settori delle Cooperative, non solo scuola e accoglienza. Non si può pensare solo al proprio posto di lavoro. Bisogna cercare di costituire in tutte le cooperative delle RSA. Ci dimentichiamo che le cooperative sono aziende e che nelle cooperative ci sono i datori di lavori e i lavoratori.

ROMA:

Social Worker (Collettivo – Camere del lavoro autogestite di Roma):

Nel nostro collettivo ci sono educatrici, assistenti sociali, operatori dell’accoglienza. Siamo tutti inquadrati C1. Ci siamo posti la questione di come coinvolgere in maniera adeguata e massiccia i lavoratori per cambiare il Trend che ci stà portando a una distorsione della figura che da 40 anni “amplia il sistema dell’assistenza in generale”. I lavoratori subiscono le conseguenze di questa distorsione.

La RSA viene decisa dai sindacati per noi è difficile diventare delegati CGIL. La situazione è molto complessa, sia per quanto riguarda gli appalti con l’amministrazione sia all’interno delle singole cooperative. Le condizioni di lavoro sono sempre peggiori ma i lavoratori fanno fatica a partecipare. A Roma ci sono diversi tavoli aperti sia con l’amministrazione centrale che con i singoli municipi. A Roma i servizi di un municipio sono organizzati in modo diverso dall’altro.

Rispetto ai vari corsi ( e relativi costi) per poter lavorare, una nostra collega ha speso 3000 per il corso OSS, ha speso altri soldi per il corso “OPEPA”(?) per poter lavorare nelle scuole, adesso deve spendere altri 1000 euro per il corso da Educatrice.

Riguardo alla Legge Iori, nel comune di Roma sembra che sia fondamentale fare il corso di 60 cfu (1000 euro) per poter continuare a lavorare. Se non lo fai c’è il rischio del sottoinquadramento, della diminuzione oraria e della perdita del posto di lavoro. Tutte le Cooperative si sono accordate con l’Università di Tor Vergata e stanno spingendo per fare questo corso.

Noi vorremmo uscire dal linguaggio tradizionale e classico del sindacato per riuscire a coinvolgere più lavoratori e di diversa professionalità. Stiamo cercando coinvolgere dei “tecnici”: psicologi, assistenti sociali, psichiatri.

Abbiamo fatto un ciclo di incontri pubblici partecipati in cui osserviamo e raccontiamo cosa succede nella nostra città. Sono stati incontri fini a sé stessi.????

Condividiamo molte cose che sono state dette soprattutto la volontà di ragionare sulla Logica dei Bandi che ci stà ammazzando. Rispetto al CCNL , è sicuramente necessario ragionarci dal momento che non viene aggiornato da 6 anni, ma ci sembra anche una sorta di “placebo” per tenere buoni i lavoratori dal momento che per es. nell’ultimo rinnovo erano state introdotte cose ridicole come un aumento salariale obbligatorio temporaneamente. Le condizioni dei lavoratori sono pessime non solo a causa del CCNL ma anche a causa del fatto che peggiorano i servizi. Ciò che incide di più sui servizi è cosa chiede il Bando. Il CCNL riguarda tutte le coop sociali non solo gli educatori.

Fa riflettere il fatto che noi, siamo la città più a Sud di questa Rete.

LA SPEZIA:

Federica + altra Lavoratrice:

Noi ci siamo organizzati in occasione dello sciopero del 26 ottobre. Paradossalmente la spinta propulsiva c’è l’ha data la CGIL che ha cercato in tutti i modi di boicottarci. Abbiamo avuto dei contati con gli Operatori di Milano, di Genova, Parma e Reggio Emilia. La nostra volontà è quella di ricucire la categoria. Spesso i lavoratori si lamentano e basta. Vorremmo organizzare entro fine anno un incontro con i colleghi di Milano e di Reggio. Noi siamo in periodo di Gara d’Appalto e vorremmo fare un po’ il punto sulla situazione.

CONCLUSIONI:

Angelo (Sial Cobas) :

Potrebbe essere utile far circolare casi di vertenze che sono state promosse in diverse realtà in modo che possano essere utilizzate da altri.

Lavoratori accoglienza: si parla di 10.000 lavoratori che dovrebbero perdere il posto. Quando erano state abolite le frontiere i dipendenti statali erano stati ricollocati. Ovviamente i lavoratori dell’accoglienza non sono dipendenti statali ma su questo problema bisogna provare a spingere di più anche se è molto complesso trovare delle soluzioni.

CCNL : potrebbe essere utile fare una settimana di mobilitazione comune tra il 10 e il 15 dicembre per far presente le nostre rivendicazioni prima che riprenda il tavolo di contrattazione nazionale.

Silvio (ADL Cobas):

Condividiamo di fare una settimana di mobilitazione tra il 10 e il 15 dicembre in cui ognuno di noi porta avanti delle iniziative in base al contesto in cui è.

Condividiamo di implementare la Piattaforma di Settembre con le rivendicazioni dei Lavoratori dell’Accoglienza e dei Lavoratori dell’Assistenza.

Bologna :

Risentirci a breve per convergere su una data territoriale con parole d’ordine comuni che comprendano i discorsi fatti sulle condizioni dei lavoratori delle cooperative sociali e comprendano rivendicazioni su operatori dell’accoglienza, non solo per conservare posti lavoro ma anche per protestare contro razzismi.

Il 6 abbiamo un’assemblea con colleghi dell’accoglienza e lavoreremo per fare una iniziativa insieme, quindi proponiamo di individuare una data per vederci viso a viso a gennaio e di fare una iniziativa a livello territoriale prima del 19 dicembre data rinnovo trattative per CCNL

Rimini:

Condividiamo di fare una settimana di mobilitazione comune prima degli incontri previsti per il rinnovo del CCNL.

Condividiamo e saremo presenti ad un incontro della Rete Nazionale a Gennaio.

Angelo (Sial Cobas):

Allora teniamo buono il fatto di fare delle iniziative tra il 10 e il 15 dicembre.

Nei prossimi giorni facciamo circolare un verbale su quanto detto stasera e su possibili contenuti comuni.

 

Commenti disabilitati su REPORT COMPLETO Assemblea Nazionale 27 Novembre
6th Dicembre
2018
written by Operatori Sociali Milano

SINTESI INCONTRO via Skype del 27.11.2018

Temi emersi:

  • Frammentazione della categoria dei lavoratori sociali. Imminenza del nuovo CCNL e conseguenze della ex legge Iori. Conseguenze del DL Salvini
  • Eterogeneità delle situazioni lavorative locali soprattutto rispetto a ciò che viene richiesto dai Bandi di Servizio delle Amministrazioni Locali. Importanza di continuare a lavorare su questo piano.
  • Situazione di emergenza fra i lavoratori dell’Accoglienza
  • Diversi livelli di organizzazione, di consapevolezza e radicamento territoriale.

Temi condivisi:

  • Mantenere e sviluppare (nel senso di allargare e migliorare il coordinamento) una forma ibrida di partecipazione e mobilitazione caratterizzata da una forte partecipazione diretta dei lavoratori (anche ai tavoli decisionali) e dal lavoro sindacale (che non si deve trasformare in delega e poca trasparenza).
  • Provare a mantenere un coordinamento continuativo nel tempo a Livello Nazionale al fine di supportarci a livello di contenuti, a livello di logistica e a livello motivazionale.
  • Promuovere un’unione della categoria dei lavoratori del Sociale (operatori accoglienza, operatori socio assistenziali, educatori, psicologi, assistenti sociali ecc..) attraverso il supporto reciproco, l’apertura di confronti sulla qualità dei servizi, la ricerca di rivendicazioni trasversali.
  • Informare e coinvolgere ( anche con una comunicazione o iniziative specifiche) le famiglie con cui lavoriamo, l’utenza, la cittadinanza in genere.

Azioni Future:

  • Mobilitazioni Locali tra il 10 e il 15 Dicembre con Logo e/o Temi trasversali + Temi prioritari di ogni realtà locale in base a quello che ha fatto fin’ora.
  • Incontro a Gennaio in un’Assemblea Nazionale.
  • Implementazione della Piattaforma della Rete Nazionale con le rivendicazioni dei Lavoratori dell’Accoglienza e dell’Assistenza.
Commenti disabilitati su SINTESI ASSEMBLEA NAZIONALE 27 NOV
15th Novembre
2018
written by Operatori Sociali Milano

LUNEDI 19 NOV ORE 17.00  appuntamento sotto la sede di LegaCoop Lombardia (viale Jenner 17 Milano)

Dopo la riuscita mobilitazione degli operatori sociali durante lo sciopero del 26 ottobre che a Milano, dopo il corteo, ha portato una delegazione ad ottenere un incontro con la dirigenza di Confcooperative in cui è stata presentata e discussa la piattaforma della Rete Nazionale Operatori Sociali… la lotta continua… Lunedi 19 novembre dalle ore 17.00 saremo sotto la sede di Legacoop (viale Jenner 17 Milano), con un’altra richiesta d’incontro, per portare sul tavolo di discussione la piattaforma legata al rinnovo del c.c.n.l. e alle modalità di riqualifica stabilite dalla legge 205 (ex Legge Iori). Gli operatori e operatrici sociali stanno cominciando ad alzare la testa, a guardarsi negli occhi a riconoscere le problematiche e le ingiustizie legate al lavoro nel terzo settore, a fare proposte per migliorare la qualità dei servizi e rivendicare condizioni di lavoro dignitose… sta succedendo in tutta Italia, a ciascuno la chiamata di prendere parte attiva in questo processo, collettiva sarà l’organizzazione, potenzialmente grande potrebbe essere la trasformazione.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Partecipiamo numerosi e promuoviamo l’iniziativa:

https://www.facebook.com/events/2238697666400830/

Prossima Assemblea: MARTEDI 27 NOV ORE 20.30 Sede Cobas viale Monza 160 Milano in collegamento con operatori e operatrici di altre città e regioni del paese per proseguire nella costruzione di un coordinamento intersindacale nazionale.

Commenti disabilitati su PRESIDIO SOTTO LEGACOOP LOMBARDIA 19 NOV ore 17.00
18th Ottobre
2018
written by Operatori Sociali Milano

A MILANO SAREMO IN CORTEO CON PARTENZA ALLE 9.30 DA LARGO CAIROLI

dietro lo striscione: “DIGNITA’ PER IL LAVORO EDUCATIVO. UNIAMO LE LOTTE”

 

IN BRIANZA, A VIMERCATE, SAREMO IN PRESIDIO, DALLE 9.30 IN PIAZZA MARCONI SOTTO LA SEDE DELL’AZIENDA SPECIALE OFFERTA SOCIALE CON GLI OPERATORI DELLA COOP AEIRS

Commenti disabilitati su SCIOPERO 26 OTTOBRE
13th Ottobre
2018
written by Operatori Sociali Milano

LUNEDI 15 OTTOBRE ORE 21

SEDE COBAS VIALE MONZA 160 MILANO

ASSEMBLE PUBBLICA in preparazione dello SCIOPERO DEL 26 OTTOBRE

La nostra piattaforma in sintesi:

Commenti disabilitati su ASSEMBLEA DEL 15 VERSO LO SCIOPERO DEL 26
12th Ottobre
2018
written by Operatori Sociali Milano

Pubblichiamo la Piattaforma approvata dall’Assemblea Nazionale Operatori Sociali del 22 settembre 2018. Con questa piattaforma aderiremo allo SCIOPERO GENERALE del 26 OTTOBRE indetto dai sindacati di base. Attraverseremo quella giornata di lotta con una serie di iniziative in diverse città del territorio nazionale: assemblee, presidi, cortei. Sosteniamo la piattaforma politica condivisa dai sindacati e porteremo le nostre specifiche rivendicazioni di settore.

Invitiamo tutti/e i colleghi/e a condividere la Piattaforma con altri/e e a scioperare il 26 ottobre

LUNEDI 15 OTTOBRE ORE 21 SEDE COBAS VIALE MONZA 160 ci sarà un’Assemblea pubblica per decidere e coordinare le mobilitazioni a Milano per la giornata del 26

 

PIATTAFORMA RETE NAZIONALE OPERATORI SOCIALI:

  1. LEGGE” “IORI” (7 articoli, dal 594 al 601, presenti nella legge di Bilancio 205 ed entrata in vigore il 1.01.2018)

  1. Il COSTO del CORSO per acquisire il titolo di Educatore Professionale (non equipollente alla laurea in scienze dell’educazione) NON DEVE RICADERE sulle lavoratrici e i lavoratori. Vedi Art. 597 che tra le altre cose dice “le cui spese sono poste integralmente a carico dei frequentanti”.

    1. Possibili sotto – obiettivi: I lavoratori che frequenteranno il corso intensivo possono accedere alle agevolazioni previste dal Diritto allo Studio;

    2. Possibili interlocutori: Regioni. Quest’ultime dovranno poi proporsi come mediatori tra Lavoratori, Università, LegaCoop e Confcooperative al fine di trovare una possibile soluzione che riduca o annulli i costi del percorso formativo.

  2. Le Università, i Servizi, gli Enti del Terzo Settore, le Cooperative si organizzino affinché la riqualifica di migliaia di lavoratrici e lavoratori avvenga attraverso la FORMAZIONE SVOLTA in orario di lavoro.

  3. RICONOSCIMENTO e CONTEGGIO della formazione e dei titoli che negli anni di studio e di lavoro ciascuno/a ha sostenuto. L’applicazione delle norme transitorie porti a stabilire una più specifica compensazione formativa in numero di crediti da 0 a 60, secondo i propri curricula formativi.

  4. RICONOSCIMENTO e CONTEGGIO di CFU ACQUISITI in ALTRI percorsi di LAUREA UMANISTICHE.

  5. RIVEDERE I PARAMETRI necessari ad ACQUISIRE il TITOLO di Educatore Professionale SENZA DOVER SEGUIRE IL CORSO

  6. Venga prevista per legge la necessità di una FORMAZIONE PERIODICA E CONTINUA su tematiche proposte dai lavoratori in base ai bisogni emersi, che venga certificata e riconosciuta in orario di lavoro.

  7. ELIMINAZIONE DELLA DIVISIONE TRA EDUCATORE SOCIO – PEDAGOGICO e SOCIO – SANITARIO, che rappresenta un’ulteriore frammentazione della categoria legata ad interessi lobbistici delle accademie che andrebbe sostituita con un percorso formativo unico e con pari possibilità di accesso al lavoro. (1)

  1. C.C.N.L. Cooperative sociali e in generale sui numerosi contratti esistenti per la categoria:

  1. AUMENTO PAGA BASE ORDINARIA. La Rete Operatori Operatrici Sociali sostiene la necessità di:

  • un CONTRATTO UNICO DI CATEGORIA, con riferimento al migliore dei contratti esistenti ovvero quello del pubblico impiego che considera full-time 36 ore settimanali;

  • un salario equiparato alla media dei salari italiani per ruoli professionali per i quali è richiesta la laurea.

  1. NO ABUSO DELLA BANCA ORE: Le ore straordinarie inserite in banca ore devono essere concordate dalle parti (coi lavoratori e le loro rappresentanze sindacali), in base alla effettiva flessibilità lavorativa e alle esigenze del Servizio e devono essere corrisposte le maggiorazioni delle ore straordinarie. La B.O. non deve essere legittimata come strumento per non retribuire le ore a straordinario, né per coprire gli ammanchi di lavoro non riconducibili al lavoratore stesso. In alternativa, dopo 6 mesi il lavoratore può decidere se farsi corrispondere in denaro il residuo della B.O. o usarla come riposo (B.O. Positiva). La B.O. Negativa non deve esistere, il lavoratore deve essere pagato per le ore indicate sul contratto e per le quali offre la propria disponibilità al lavoro. Non è possibile cambiare il monte ore in itinere, se non con firma consensuale di un contratto di lavoro differente dal precedente. Le assenze dell’utenza, il rischio d’impresa come il calo di ore di un appalto o di un servizio non possono ricadere sul lavoratore.

  1. MAGGIORI TUTELE E DIRITTI PER LA MATERNITA’: come già viene applicato in alcune tipologie di servizi, le operatrici che svolgono attività a diretto contatto con l’utenza

a rischio fisico alto e a stress correlato per l’allattamento, hanno diritto ad un riconoscimento della maternità obbligatoria – per il periodo da inizio gravidanza fino al 7° mese del bambino (allattamento) – con retribuzione al 100% e maturazione delle ferie (D.Lgs 151/01, art. 7 + alleg. A – punto L). Per altri ambiti di lavoro/settore a rischio basso deve essere prevista invece la possibilità di cambio mansione temporanea (coincidente il periodo della maternità obbligatoria fino al 3°mese del bambino). Nonché al mantenimento del proprio posto di lavoro al rientro dalla maternità.

  1. RICONOSCIMENTO DELLA PROFESSIONE COME LAVORO USURANTE ai fini del riconoscimento di indennizzo economico e pensione anticipata (con riferimento ai protocolli di valutazione rischi e tipologia di lavoro notturno e con turnazione h24)

  1. RICONOSCIMENTO e AUMENTO delle ore indirette (non frontali) per supervisioni pedagogiche e psicologiche, progettazione, monitoraggio, verifica dei progetti educativi, pianificazione degli interventi e riunioni d’equipe. Queste ore sono una parte fondamentale del lavoro degli operatori sociali e degli educatori, sia per la tutela della salute psico-fisica dell’operatore stesso, sia per garantire un lavoro di qualità con l’utenza e nello stesso tempo di crescita qualitativa dei Servizi nel loro complesso. Sono ore che devono essere garantite e retribuite sempre, con una pianificazione annuale, mensile e settimanale pari Nelle situazioni migliori, ad alto profilo qualitativo, corrispondono quasi ad 1/3 delle ore settimanali di lavoro.

  1. NO alle NOTTI PASSIVE. Tutte le ore, diurne o notturne, in cui il lavoratore/lavoratrice è sul luogo di lavoro, a disposizione del datore di lavoro e in condizioni di svolgere le proprie mansioni, sta lavorando e quindi va retribuito con maggiorazione notturna del 30%. – ART.1 L.66/2003

  1. AUMENTO DELLE TUTELE ASSICURATIVE E RIMBORSO CHILOMETRICO per USO MEZZO PROPRIO. L’uso dei propri mezzi di trasporto per garantire il funzionamento del Servizio e l’espletamento degli interventi educativi deve prevedere sempre un’assicurazione del mezzo, dell’operatore alla giuda e un rimborso chilometrico che riconosca l’usura del mezzo e il costo del carburante, come da Tabelle ACI. In caso di sinistro, con la propria auto, durante lo svolgimento dell’attività lavorativa, l’aumento del premio assicurativo deve essere coperto dall’azienda.

  1. Gli spostamenti da una sede all’altra di lavoro, durante l’arco della giornata lavorativa, devono essere riconosciute come ore di lavoro e quindi tempo retribuito. Nelle situazioni migliori, ad alto profilo qualitativo, viene riconosciuto fino ad un’ora di spostamento tra una sede e l’altra.

  1. RICONOSCIMENTO ORE di 60 MINUTI per gli Educatori dell’integrazione scolastica anche laddove le ore di lezione durano 50 o 55 minuti.

  1. ELIMINAZIONE della sospensione dal LAVORO in caso di MALATTIA dell’utente per gli Educ. dell’Integrazione Scolastica. L’Educatore deve essere una figura professionale che lavora con la scuola e il suo monte ore settimanale deve essere usato sia per il lavoro con il minore certificato sia per il lavoro col gruppo classe/istituto scolastico con cui il minore convive. Nelle situazioni migliori, ad alto profilo qualitativo, viene riconosciuta la figura dell’educatore di plesso.

  1. ABOLIZIONE del contratto part-time ciclico verticale per coprire la sospensione di lavoro e di salario durante il periodo estivo per gli educatori che lavorano nell’integrazione scolastica. Continuità di lavoro e di salario per tutti i 12 mesi dell’anno. Stesura di appalti sull’intera annualità che comprenda il periodo scolastico e il periodo estivo e riconoscimento del lavoro estivo come tempo di verifica e progettazione.

  1. RICONOSCIMENTO DELLA 14°MA MENSILITA’, così come riconosciuto da altri CCNL di categoria (Uneba)

Commenti disabilitati su PIATTAFORMA PER IL RINNOVO DEL C.C.N.L. Coop Sociali
20th Settembre
2018
written by Operatori Sociali Milano

DALLE 10 A PIANO TERRA via Confalonieri, 3 – MILANO –

(in zona ci sarà il mercato, per cui più del solito potrebbe non esserci parcheggio nelle vicinanze)

10.00-10.30 accoglienza e caffè

10.30-12.00 Aggiornamenti situazioni territoriali:
Stato di salute collettivi, mobilitazioni in corso, criticità nei Servizi e nei territori

12.00-13.00 Punto della situazione nazionale: rinnovo CCNL, effetto legge Iori e ddl Lorenzin, studio sugli appalti ricerca fatta dai colleghi di Reggio Emilia)

13.00-14.00 pausa pranzo (a cura del gruppo di Milano)

14.00-16.30 Proposte di intervento/mobilitazioni condivise e coordinate sui vari territori.

16.30-17.30 Rilancio piattaforma e Rete Nazionale

Vi invitiamo a portare materiali da condividere e vi aspettiamo belli carichi sabato!

Commenti disabilitati su PROGRAMMA INCONTRO SABATO 22 settembre
14th Settembre
2018
written by Operatori Sociali Milano

INCONTRO DI COORDINAMENTO NAZIONALE

OPERATORI OPERATRICI SOCIALI

SABATO 22 SETTEMBRE DALLE 10.00 ALLE 17.00

MILANO – PIANO TERRA (SPAZIO AUTOGESTITO) VIA CONFALONIERI 3

Nemmeno durante l’estate diversi gruppi di operatori e operatrici sociali hanno smesso di incontrarsi e coordinarsi per discutere su come affrontare le criticità e le ingiustizie che sempre più pesano sulla nostra categoria. Alcune sono condizioni generali, nazionali, come il contratto (C.C.N.L. Il più diffuso tra i 17 esistenti, scaduto da 6 anni e con pessime ipotesi di rinnovo entro l’anno) o come la legge 205 “Iori”che impone la necessità, a decine di migliaia di lavoratori e lavoratrici, di tornare in università a comprarsi il titolo per continuare a svolgere il lavoro che già fanno; altre sono condizioni più specifiche, territoriali, ma accomunate dalle stesse logiche di taglio, risparmio, peggioramento delle condizioni di lavoro e di qualità dei Servizi come il meccanismo delle gare d’appalto e le concessione dei Servizi pubblici a gestori privati.

La Riforma del Terzo Settore mostra bene la direzione di come in Italia il Terzo Settore sia, indubbiamente, uno dei principali mercati di ricerca di investimenti privati per profitti privati, sostituzione del bene pubblico con con logiche di guadagno e per chi ci lavora di concentrazione delle peggiori forme di sfruttamento e ricattabilità.

Un aumento della precarizzazione a discapito non solo dei lavoratori, che costituiscono la principale spesa di gestione dei Servizi, ma anche della qualità stessa dei servizi e dei diritti dell’utenza.

Anche l’approvazione del decreto Lorenzin, quasi contemporaneo all’approvazione della legge “Iori” ha puntato ad una definizione formale e fittizia della categoria, attraverso la creazione di un albo professionale, con gravi conseguenze di esclusione di decine di migliaia di professionisti del settore, formatisi attraverso scuole di formazione regionali, che oggi risultano essere “illegali” per lo svolgimento della professione. La ripresa dei lavori, a Milano, si è aperta cosi’, con un presidio l’11 settembre, sotto il palazzo della Regione, indetto dagli “educatori per l’equipollenza”, insieme a diverse sigle sindacali, per chiedere il riconoscimento del proprio titolo di studio e l’abilità al lavoro.

LEGGE “IORI”

(ovvero 7 articoli (594-601) della legge di bilancio 205 entrata in vigore il 1/1/2018)

DECRETO LORENZIN

RINNOVO DEL C.C.N.L. COOPERATIVE SOCIALI

CODICI E LINEE GUIDA DEGLI APPALTI

Sono i temi centrali su cui negli ultimi mesi Reti, Collettivi, Sindacati, singoli lavoratori/lavoratrici si sono mossi e continuano a fare producendo documenti, piattaforme, rivendicazioni e su cui crediamo sia necessario costruire un’ampia mobilitazione, in più città e regioni possibili, a partire da una piattaforma il più possibile inclusiva e unitaria. Senza cercare un’unica sintesi che tenga dentro tutte le istanze e le soggettività esistenti, ma conoscendo, sostenendo e coordinandosi puntiamo all’organizzazione di uno o più fronti di lotta per il miglioramento delle condizioni della nostra categoria.

LA RETE NAZIONALE OPERATORI OPERATRICI SOCIALI, CHE DA ANNI HA PRESO POSIZIONE SU TUTTE QUESTE QUESTIONI E GIÀ DIALOGA CON DIFFERENTI REALTÀ SINDACALI E DI SETTORE, INDICE UN’ASSEMBLEA PUBBLICA APERTA A TUTTI I LAVORATORI E LE LAVORATRICI, GRUPPI E FORZE SINDACALI PER CONDIVIDERE IPOTESI E LINEE DI MOBILITAZIONE E DEFINIRE L’AGENDA DELLE AZIONI RIVENDICATIVE DEI PROSSIMI MESI.

Commenti disabilitati su INCONTRO NAZIONALE 22 SETTEMBRE
12th Luglio
2018
written by Operatori Sociali Milano

RETE NAZIONALE OPERATORI OPERATRICI SOCIALI

PIATTAFORMA PER IL RINNOVO DEL C.C.N.L. Cooperative Sociali

Negli ultimi mesi, in diverse città del paese, si sono svolte assemblee con lavoratori e lavoratrici del settore in merito al rinnovo del Contratto Collettivo Cooperative Sociali. Il principale C.C.N.L. del Terzo Settore, scaduto ormai nel lontano 2012. E’ un contratto che svaluta fortemente il ruolo delle operatrici e degli operatori sociali che lavorano nel mondo del sociale e nel contempo non tiene conto delle evoluzioni normative: Legge “Iori” 205, Riforma del Terzo Settore, ma solo conferma la riduzione della spesa pubblica nell’ambito del welfare e sociale. Siamo consci che il C.C.N.L. rappresenta numerose e differenti professionalità, tutte che operano per rispondere ai problemi che impediscono l’autonomia personale, la realizzazione di sé e il pieno diritto di dignità e inserimento sociale e allora crediamo che questo contratto debba essere rivisto e rinnovato nella direzione del valore e riconoscimento di questo fondamentale ruolo sociale. Crediamo che il Contratto Nazionale debba essere uno dei pilastri principali che dimostri l’avanzamento qualitativo nella gestione dei Servizi, nella costruzione di un’unità di categoria e nella tutela delle condizioni ci chi lavora e lavorerà in questo settore. Basta alla surreale esistenza di circa 17 differenti contratti di categoria! Crediamo necessario definire un unico contratto nazionale, non al ribasso, affinché si possa rendere uniforme il lavoro sociale in tutto il territorio nazionale. Basta con un stipendio insufficiente per il costo della vita e precario! La retribuzione, comparata sia a livello europeo, sia alla media nazionale, risulta nettamente inferiore alle altre professioni di cura e di risposta ai bisogni primari della persona. Come Rete Nazionale stiamo raccogliendo tutti i contributi provenienti da operatori e operatrici di tutto il paese.

Di seguito i punti che proponiamo per una piattaforma comune:

 AUMENTO DELLA PAGA BASE ORDINARIA
 PASSAGGIO AL TEMPO PIENO A 36 ORE SETTIMANALI A PARITA’ DI RETRIBUZIONE MENSILE
 ABOLIZIONE DELL’USO DELLA BANCA ORE, A SFAVORE DEL LAVORATORE, PER MASCHERARE ORE DI LAVORO STRAORDINARIE NON RETRIBUITE
 RICONOSCIMENTO DELLE ORE NOTTURNE COME ORE DI LAVORO. NO ALLE NOTTI PASSIVE.
 GARANZIA DEL LAVORO E DEL SALARIO PER TUTTI I 12 MESI DELL’ANNO
 RICONOSCIMENTO E RETRIBUZIONE DELLE ORE DI BACKOFFICE “ORE INDIRETTE” (PROGETTAZIONE, PROGRAMMAZIONE, VERIFICA) IN PERCENTUALE ADEGUATA AL MONTE ORE SETTIMANALE E AI CARICHI DI LAVORO.
 TUTELA DELLA MATERNITA’ AL 100%, A PARTIRE DALLE PRIME SETTIMANE DI GESTAZIONE
 RICONOSCIMENTO DEL LAVORO SOCIO-EDUCATIVO, SOCIO-SANITARIO, SOCIOASSISTENZIALE COME CATEGORIA DI LAVORO USURANTE
 INDENNIZZO ECONOMICO, OLTRE AL RIMBORSO KILOMETRICO, PER L’USO DEI BENI MOBILI E IMMOBILI, DI PROPRIETA’ DEGLI OPERATORI CHE VENGONO UTILIZZATI NELLO SVOLGIMENTO DEL SERVIZIO.
 INDENNITA’ DI FLESSIBILITA’ E REPERIBILITA’ PER CHI LAVORA SU DIFFERENTI SERVIZI E IN SITUAZIONI D’EMERGENZA.

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