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13th ottobre
2018
written by Operatori Sociali Milano

LUNEDI 15 OTTOBRE ORE 21

SEDE COBAS VIALE MONZA 160 MILANO

ASSEMBLE PUBBLICA in preparazione dello SCIOPERO DEL 26 OTTOBRE

La nostra piattaforma in sintesi:

12th ottobre
2018
written by Operatori Sociali Milano

Pubblichiamo la Piattaforma approvata dall’Assemblea Nazionale Operatori Sociali del 22 settembre 2018. Con questa piattaforma aderiremo allo SCIOPERO GENERALE del 26 OTTOBRE indetto dai sindacati di base. Attraverseremo quella giornata di lotta con una serie di iniziative in diverse città del territorio nazionale: assemblee, presidi, cortei. Sosteniamo la piattaforma politica condivisa dai sindacati e porteremo le nostre specifiche rivendicazioni di settore.

Invitiamo tutti/e i colleghi/e a condividere la Piattaforma con altri/e e a scioperare il 26 ottobre

LUNEDI 15 OTTOBRE ORE 21 SEDE COBAS VIALE MONZA 160 ci sarà un’Assemblea pubblica per decidere e coordinare le mobilitazioni a Milano per la giornata del 26

 

PIATTAFORMA RETE NAZIONALE OPERATORI SOCIALI:

  1. LEGGE” “IORI” (7 articoli, dal 594 al 601, presenti nella legge di Bilancio 205 ed entrata in vigore il 1.01.2018)

  1. Il COSTO del CORSO per acquisire il titolo di Educatore Professionale (non equipollente alla laurea in scienze dell’educazione) NON DEVE RICADERE sulle lavoratrici e i lavoratori. Vedi Art. 597 che tra le altre cose dice “le cui spese sono poste integralmente a carico dei frequentanti”.

    1. Possibili sotto – obiettivi: I lavoratori che frequenteranno il corso intensivo possono accedere alle agevolazioni previste dal Diritto allo Studio;

    2. Possibili interlocutori: Regioni. Quest’ultime dovranno poi proporsi come mediatori tra Lavoratori, Università, LegaCoop e Confcooperative al fine di trovare una possibile soluzione che riduca o annulli i costi del percorso formativo.

  2. Le Università, i Servizi, gli Enti del Terzo Settore, le Cooperative si organizzino affinché la riqualifica di migliaia di lavoratrici e lavoratori avvenga attraverso la FORMAZIONE SVOLTA in orario di lavoro.

  3. RICONOSCIMENTO e CONTEGGIO della formazione e dei titoli che negli anni di studio e di lavoro ciascuno/a ha sostenuto. L’applicazione delle norme transitorie porti a stabilire una più specifica compensazione formativa in numero di crediti da 0 a 60, secondo i propri curricula formativi.

  4. RICONOSCIMENTO e CONTEGGIO di CFU ACQUISITI in ALTRI percorsi di LAUREA UMANISTICHE.

  5. RIVEDERE I PARAMETRI necessari ad ACQUISIRE il TITOLO di Educatore Professionale SENZA DOVER SEGUIRE IL CORSO

  6. Venga prevista per legge la necessità di una FORMAZIONE PERIODICA E CONTINUA su tematiche proposte dai lavoratori in base ai bisogni emersi, che venga certificata e riconosciuta in orario di lavoro.

  7. ELIMINAZIONE DELLA DIVISIONE TRA EDUCATORE SOCIO – PEDAGOGICO e SOCIO – SANITARIO, che rappresenta un’ulteriore frammentazione della categoria legata ad interessi lobbistici delle accademie che andrebbe sostituita con un percorso formativo unico e con pari possibilità di accesso al lavoro. (1)

  1. C.C.N.L. Cooperative sociali e in generale sui numerosi contratti esistenti per la categoria:

  1. AUMENTO PAGA BASE ORDINARIA. La Rete Operatori Operatrici Sociali sostiene la necessità di:

  • un CONTRATTO UNICO DI CATEGORIA, con riferimento al migliore dei contratti esistenti ovvero quello del pubblico impiego che considera full-time 36 ore settimanali;

  • un salario equiparato alla media dei salari italiani per ruoli professionali per i quali è richiesta la laurea.

  1. NO ABUSO DELLA BANCA ORE: Le ore straordinarie inserite in banca ore devono essere concordate dalle parti (coi lavoratori e le loro rappresentanze sindacali), in base alla effettiva flessibilità lavorativa e alle esigenze del Servizio e devono essere corrisposte le maggiorazioni delle ore straordinarie. La B.O. non deve essere legittimata come strumento per non retribuire le ore a straordinario, né per coprire gli ammanchi di lavoro non riconducibili al lavoratore stesso. In alternativa, dopo 6 mesi il lavoratore può decidere se farsi corrispondere in denaro il residuo della B.O. o usarla come riposo (B.O. Positiva). La B.O. Negativa non deve esistere, il lavoratore deve essere pagato per le ore indicate sul contratto e per le quali offre la propria disponibilità al lavoro. Non è possibile cambiare il monte ore in itinere, se non con firma consensuale di un contratto di lavoro differente dal precedente. Le assenze dell’utenza, il rischio d’impresa come il calo di ore di un appalto o di un servizio non possono ricadere sul lavoratore.

  1. MAGGIORI TUTELE E DIRITTI PER LA MATERNITA’: come già viene applicato in alcune tipologie di servizi, le operatrici che svolgono attività a diretto contatto con l’utenza

a rischio fisico alto e a stress correlato per l’allattamento, hanno diritto ad un riconoscimento della maternità obbligatoria – per il periodo da inizio gravidanza fino al 7° mese del bambino (allattamento) – con retribuzione al 100% e maturazione delle ferie (D.Lgs 151/01, art. 7 + alleg. A – punto L). Per altri ambiti di lavoro/settore a rischio basso deve essere prevista invece la possibilità di cambio mansione temporanea (coincidente il periodo della maternità obbligatoria fino al 3°mese del bambino). Nonché al mantenimento del proprio posto di lavoro al rientro dalla maternità.

  1. RICONOSCIMENTO DELLA PROFESSIONE COME LAVORO USURANTE ai fini del riconoscimento di indennizzo economico e pensione anticipata (con riferimento ai protocolli di valutazione rischi e tipologia di lavoro notturno e con turnazione h24)

  1. RICONOSCIMENTO e AUMENTO delle ore indirette (non frontali) per supervisioni pedagogiche e psicologiche, progettazione, monitoraggio, verifica dei progetti educativi, pianificazione degli interventi e riunioni d’equipe. Queste ore sono una parte fondamentale del lavoro degli operatori sociali e degli educatori, sia per la tutela della salute psico-fisica dell’operatore stesso, sia per garantire un lavoro di qualità con l’utenza e nello stesso tempo di crescita qualitativa dei Servizi nel loro complesso. Sono ore che devono essere garantite e retribuite sempre, con una pianificazione annuale, mensile e settimanale pari Nelle situazioni migliori, ad alto profilo qualitativo, corrispondono quasi ad 1/3 delle ore settimanali di lavoro.

  1. NO alle NOTTI PASSIVE. Tutte le ore, diurne o notturne, in cui il lavoratore/lavoratrice è sul luogo di lavoro, a disposizione del datore di lavoro e in condizioni di svolgere le proprie mansioni, sta lavorando e quindi va retribuito con maggiorazione notturna del 30%. – ART.1 L.66/2003

  1. AUMENTO DELLE TUTELE ASSICURATIVE E RIMBORSO CHILOMETRICO per USO MEZZO PROPRIO. L’uso dei propri mezzi di trasporto per garantire il funzionamento del Servizio e l’espletamento degli interventi educativi deve prevedere sempre un’assicurazione del mezzo, dell’operatore alla giuda e un rimborso chilometrico che riconosca l’usura del mezzo e il costo del carburante, come da Tabelle ACI. In caso di sinistro, con la propria auto, durante lo svolgimento dell’attività lavorativa, l’aumento del premio assicurativo deve essere coperto dall’azienda.

  1. Gli spostamenti da una sede all’altra di lavoro, durante l’arco della giornata lavorativa, devono essere riconosciute come ore di lavoro e quindi tempo retribuito. Nelle situazioni migliori, ad alto profilo qualitativo, viene riconosciuto fino ad un’ora di spostamento tra una sede e l’altra.

  1. RICONOSCIMENTO ORE di 60 MINUTI per gli Educatori dell’integrazione scolastica anche laddove le ore di lezione durano 50 o 55 minuti.

  1. ELIMINAZIONE della sospensione dal LAVORO in caso di MALATTIA dell’utente per gli Educ. dell’Integrazione Scolastica. L’Educatore deve essere una figura professionale che lavora con la scuola e il suo monte ore settimanale deve essere usato sia per il lavoro con il minore certificato sia per il lavoro col gruppo classe/istituto scolastico con cui il minore convive. Nelle situazioni migliori, ad alto profilo qualitativo, viene riconosciuta la figura dell’educatore di plesso.

  1. ABOLIZIONE del contratto part-time ciclico verticale per coprire la sospensione di lavoro e di salario durante il periodo estivo per gli educatori che lavorano nell’integrazione scolastica. Continuità di lavoro e di salario per tutti i 12 mesi dell’anno. Stesura di appalti sull’intera annualità che comprenda il periodo scolastico e il periodo estivo e riconoscimento del lavoro estivo come tempo di verifica e progettazione.

  1. RICONOSCIMENTO DELLA 14°MA MENSILITA’, così come riconosciuto da altri CCNL di categoria (Uneba)

20th settembre
2018
written by Operatori Sociali Milano

DALLE 10 A PIANO TERRA via Confalonieri, 3 – MILANO –

(in zona ci sarà il mercato, per cui più del solito potrebbe non esserci parcheggio nelle vicinanze)

10.00-10.30 accoglienza e caffè

10.30-12.00 Aggiornamenti situazioni territoriali:
Stato di salute collettivi, mobilitazioni in corso, criticità nei Servizi e nei territori

12.00-13.00 Punto della situazione nazionale: rinnovo CCNL, effetto legge Iori e ddl Lorenzin, studio sugli appalti ricerca fatta dai colleghi di Reggio Emilia)

13.00-14.00 pausa pranzo (a cura del gruppo di Milano)

14.00-16.30 Proposte di intervento/mobilitazioni condivise e coordinate sui vari territori.

16.30-17.30 Rilancio piattaforma e Rete Nazionale

Vi invitiamo a portare materiali da condividere e vi aspettiamo belli carichi sabato!

Commenti disabilitati su PROGRAMMA INCONTRO SABATO 22 settembre
14th settembre
2018
written by Operatori Sociali Milano

INCONTRO DI COORDINAMENTO NAZIONALE

OPERATORI OPERATRICI SOCIALI

SABATO 22 SETTEMBRE DALLE 10.00 ALLE 17.00

MILANO – PIANO TERRA (SPAZIO AUTOGESTITO) VIA CONFALONIERI 3

Nemmeno durante l’estate diversi gruppi di operatori e operatrici sociali hanno smesso di incontrarsi e coordinarsi per discutere su come affrontare le criticità e le ingiustizie che sempre più pesano sulla nostra categoria. Alcune sono condizioni generali, nazionali, come il contratto (C.C.N.L. Il più diffuso tra i 17 esistenti, scaduto da 6 anni e con pessime ipotesi di rinnovo entro l’anno) o come la legge 205 “Iori”che impone la necessità, a decine di migliaia di lavoratori e lavoratrici, di tornare in università a comprarsi il titolo per continuare a svolgere il lavoro che già fanno; altre sono condizioni più specifiche, territoriali, ma accomunate dalle stesse logiche di taglio, risparmio, peggioramento delle condizioni di lavoro e di qualità dei Servizi come il meccanismo delle gare d’appalto e le concessione dei Servizi pubblici a gestori privati.

La Riforma del Terzo Settore mostra bene la direzione di come in Italia il Terzo Settore sia, indubbiamente, uno dei principali mercati di ricerca di investimenti privati per profitti privati, sostituzione del bene pubblico con con logiche di guadagno e per chi ci lavora di concentrazione delle peggiori forme di sfruttamento e ricattabilità.

Un aumento della precarizzazione a discapito non solo dei lavoratori, che costituiscono la principale spesa di gestione dei Servizi, ma anche della qualità stessa dei servizi e dei diritti dell’utenza.

Anche l’approvazione del decreto Lorenzin, quasi contemporaneo all’approvazione della legge “Iori” ha puntato ad una definizione formale e fittizia della categoria, attraverso la creazione di un albo professionale, con gravi conseguenze di esclusione di decine di migliaia di professionisti del settore, formatisi attraverso scuole di formazione regionali, che oggi risultano essere “illegali” per lo svolgimento della professione. La ripresa dei lavori, a Milano, si è aperta cosi’, con un presidio l’11 settembre, sotto il palazzo della Regione, indetto dagli “educatori per l’equipollenza”, insieme a diverse sigle sindacali, per chiedere il riconoscimento del proprio titolo di studio e l’abilità al lavoro.

LEGGE “IORI”

(ovvero 7 articoli (594-601) della legge di bilancio 205 entrata in vigore il 1/1/2018)

DECRETO LORENZIN

RINNOVO DEL C.C.N.L. COOPERATIVE SOCIALI

CODICI E LINEE GUIDA DEGLI APPALTI

Sono i temi centrali su cui negli ultimi mesi Reti, Collettivi, Sindacati, singoli lavoratori/lavoratrici si sono mossi e continuano a fare producendo documenti, piattaforme, rivendicazioni e su cui crediamo sia necessario costruire un’ampia mobilitazione, in più città e regioni possibili, a partire da una piattaforma il più possibile inclusiva e unitaria. Senza cercare un’unica sintesi che tenga dentro tutte le istanze e le soggettività esistenti, ma conoscendo, sostenendo e coordinandosi puntiamo all’organizzazione di uno o più fronti di lotta per il miglioramento delle condizioni della nostra categoria.

LA RETE NAZIONALE OPERATORI OPERATRICI SOCIALI, CHE DA ANNI HA PRESO POSIZIONE SU TUTTE QUESTE QUESTIONI E GIÀ DIALOGA CON DIFFERENTI REALTÀ SINDACALI E DI SETTORE, INDICE UN’ASSEMBLEA PUBBLICA APERTA A TUTTI I LAVORATORI E LE LAVORATRICI, GRUPPI E FORZE SINDACALI PER CONDIVIDERE IPOTESI E LINEE DI MOBILITAZIONE E DEFINIRE L’AGENDA DELLE AZIONI RIVENDICATIVE DEI PROSSIMI MESI.

Commenti disabilitati su INCONTRO NAZIONALE 22 SETTEMBRE
12th luglio
2018
written by Operatori Sociali Milano

RETE NAZIONALE OPERATORI OPERATRICI SOCIALI

PIATTAFORMA PER IL RINNOVO DEL C.C.N.L. Cooperative Sociali

Negli ultimi mesi, in diverse città del paese, si sono svolte assemblee con lavoratori e lavoratrici del settore in merito al rinnovo del Contratto Collettivo Cooperative Sociali. Il principale C.C.N.L. del Terzo Settore, scaduto ormai nel lontano 2012. E’ un contratto che svaluta fortemente il ruolo delle operatrici e degli operatori sociali che lavorano nel mondo del sociale e nel contempo non tiene conto delle evoluzioni normative: Legge “Iori” 205, Riforma del Terzo Settore, ma solo conferma la riduzione della spesa pubblica nell’ambito del welfare e sociale. Siamo consci che il C.C.N.L. rappresenta numerose e differenti professionalità, tutte che operano per rispondere ai problemi che impediscono l’autonomia personale, la realizzazione di sé e il pieno diritto di dignità e inserimento sociale e allora crediamo che questo contratto debba essere rivisto e rinnovato nella direzione del valore e riconoscimento di questo fondamentale ruolo sociale. Crediamo che il Contratto Nazionale debba essere uno dei pilastri principali che dimostri l’avanzamento qualitativo nella gestione dei Servizi, nella costruzione di un’unità di categoria e nella tutela delle condizioni ci chi lavora e lavorerà in questo settore. Basta alla surreale esistenza di circa 17 differenti contratti di categoria! Crediamo necessario definire un unico contratto nazionale, non al ribasso, affinché si possa rendere uniforme il lavoro sociale in tutto il territorio nazionale. Basta con un stipendio insufficiente per il costo della vita e precario! La retribuzione, comparata sia a livello europeo, sia alla media nazionale, risulta nettamente inferiore alle altre professioni di cura e di risposta ai bisogni primari della persona. Come Rete Nazionale stiamo raccogliendo tutti i contributi provenienti da operatori e operatrici di tutto il paese.

Di seguito i punti che proponiamo per una piattaforma comune:

 AUMENTO DELLA PAGA BASE ORDINARIA
 PASSAGGIO AL TEMPO PIENO A 36 ORE SETTIMANALI A PARITA’ DI RETRIBUZIONE MENSILE
 ABOLIZIONE DELL’USO DELLA BANCA ORE, A SFAVORE DEL LAVORATORE, PER MASCHERARE ORE DI LAVORO STRAORDINARIE NON RETRIBUITE
 RICONOSCIMENTO DELLE ORE NOTTURNE COME ORE DI LAVORO. NO ALLE NOTTI PASSIVE.
 GARANZIA DEL LAVORO E DEL SALARIO PER TUTTI I 12 MESI DELL’ANNO
 RICONOSCIMENTO E RETRIBUZIONE DELLE ORE DI BACKOFFICE “ORE INDIRETTE” (PROGETTAZIONE, PROGRAMMAZIONE, VERIFICA) IN PERCENTUALE ADEGUATA AL MONTE ORE SETTIMANALE E AI CARICHI DI LAVORO.
 TUTELA DELLA MATERNITA’ AL 100%, A PARTIRE DALLE PRIME SETTIMANE DI GESTAZIONE
 RICONOSCIMENTO DEL LAVORO SOCIO-EDUCATIVO, SOCIO-SANITARIO, SOCIOASSISTENZIALE COME CATEGORIA DI LAVORO USURANTE
 INDENNIZZO ECONOMICO, OLTRE AL RIMBORSO KILOMETRICO, PER L’USO DEI BENI MOBILI E IMMOBILI, DI PROPRIETA’ DEGLI OPERATORI CHE VENGONO UTILIZZATI NELLO SVOLGIMENTO DEL SERVIZIO.
 INDENNITA’ DI FLESSIBILITA’ E REPERIBILITA’ PER CHI LAVORA SU DIFFERENTI SERVIZI E IN SITUAZIONI D’EMERGENZA.

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13th maggio
2018
written by Operatori Sociali Milano

Quello che oggi si chiama Terzo Settore ha origine nel mutualismo dell’Ottocento, socialista e cristiano. Da questa storia secondo alcuni giungein eredità “lo spirito imprenditoriale”.
Ma a guardare bene, ci sarebbe anche l’eredità del conflitto. Siamo pronti a rilanciarla?
Un importante articolo di riflessione teorica.

“Il terzo settore (…) è invocato da tutti, e in quanto strumento condiviso smette di rappresentare una minaccia. Al contrario, diviene strumento di legittimazione per lo status quo: dimostrazione del fatto che il mercato e il capitalismo non sono “cattivi” per definizione, che possono al contrario generare socialità, e che i loro esiti dipendono dall’uso che se ne fa. (…) [Con la fortuna del Terzo Settore nel dibattito pubblico] La locuzione “società civile” perde i connotati gramsciani di terreno di confronto e scontro su idee e cultura finalizzato alla costruzione dell’egemonia, per accostarsi piuttosto a un ideale tocquevilliano, attualizzato attraverso il ricorso a concetti come quelli di coesione sociale e capitale sociale, dotati di un grande appeal anche sul versante delle politiche”.

http://www.commonware.org/index.php/neetwork/701-dal-mutualismo-al-terzo-settore-cosa-resta-oggi-di-una-soggettivita-contro

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23rd aprile
2018
written by Operatori Sociali Milano

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23rd aprile
2018
written by Operatori Sociali Milano

L’assemblea del 7 marzo scorso allo Spazio Ligera di Milano, ha discusso principalmente della Legge 205/2017 comma 594-601, ex-legge Iori (Disciplina delle professioni di educatore e pedagogista) e del rinnovo C.C.N.L. Cooperative Sociali.

Questo documento vuole esserne una sintesi e un rilancio delle prossime tappe. Oltre alle specifiche tematiche affrontate, l’assemblea è stata un’importante occasione di confronto in direzione di una ricomposizione di una categoria molto frammentata e precarizzata e questo compito è necessario e non delegabile se si vuol parlare di riconoscimento e valorizzazione del nostro lavoro. Intendiamo condividere e sviluppare un discorso più ampio sulle condizioni di lavoro degli operatori e delle operatrici sociali, da connettere al contesto del Welfare e dei servizi di questo paese in relazione alla recente riforma del Terzo Settore e questo sarà il tema della prossima assemblea pubblica e delle prossime riunioni aperte alla partecipazione di chiunque ne sia interessato/a. Sulla pagina F.B. Operatori Sociali (Milano) e sul blog operatorisociali.noblogs.org verranno pubblicati aggiornamenti e avvisi dei prossimi appuntamenti.

Sull’applicazione della cosiddetta Legge Iori (sulla pagina fb https://www.facebook.com/operatorisociali.milano e sul blog https://operatorisociali.noblogs.org/ si può leggere la sintesi dettagliata sulla normativa in questione Disciplina delle Professioni di Educatore Professionale Socio-Pedagogico, Educatore Professionale Socio-Sanitario e Pedagogista DDL 2443/2017 (c.d. “Legge Iori”) recepito nella legge 27.12.2017 , n. 205):

L’assemblea ha condiviso i seguenti contenuti e l’intenzione è quella che diventino una vera e propria piattaforma rivendicativa condivisa con la Rete Nazionale Operatori Sociali, alla quale aderisca un numero sempre più ampio di colleghi/e, che porti a mobilitazioni condivise nelle città dove la Rete è attiva.

1) I costi della riqualifica/titolo equipollente alla laurea in scienze dell’educazione non devono ricadere sulle lavoratrici e i lavoratori.

2) Vengano riconosciuti e conteggiati la formazione e i titoli che negli anni di studio e di lavoro ciascuno/a ha sostenuto. L’applicazione delle norme transitorie porti a stabilire una più specifica compensazione formativa in numero di crediti da 0 a 60, secondo i propri curricula formativi.

3) Le Università, i Servizi, gli Enti del Terzo Settore, le Cooperative si organizzino affinché la riqualifica di migliaia di lavoratrici e lavoratori avvenga attraverso la formazione svolta sui posti di lavoro, in orario di lavoro.

Continuiamo a sostenere che vada eliminata la divisione tra l’educatore socio-pedagogico e quello socio-sanitario, che rappresenta un’ ulteriore frammentazione della categoria legata ad interessi lobbistici delle accademie che andrebbe sostituita con un percorso formativo unico e con pari possibilità di accesso al lavoro.

Sul rinnovo del C.C.N.L. Cooperative sociali e in generale sui numerosi contratti esistenti per la categoria:

– Più tutele per le operatrici e gli operatori dell’assistenza educativa scolastica, servizio che impone lunghe sospensioni dal lavoro non retribuite -coincidenti con le vacanze scolastiche-, nel quale è in discussione il riconoscimento della paga oraria quando l’ora didattica dura meno di 60 minuti e quando è assente l’alunno seguito all’interno del gruppo classe.

– Aumento della paga base ordinaria.

– No all’uso e abuso della banca ore: salario fisso mensile commisurato al numero di ore settimanali stabilite da contratto; che le ore in più si chiamino straordinari e che vengano riconosciute come tali.

– No alle notti passive. Tutte le ore, diurne o notturne, in cui il lavoratore/lavoratrice è sul luogo di lavoro, a disposizione del datore di lavoro e in condizioni di svolgere le proprie mansioni, sta lavorando e quindi va retribuito.

– Maggior tutela e diritti per la maternità: come già viene applicato in alcune tipologie di servizi, le operatrici che svolgono attività a diretto contatto con l’utenza, hanno diritto ad un riconoscimento della maternità già a partire dai primi mesi di gravidanza o ad un temporaneo cambio di mansioni, nonché alla difesa del proprio posto di lavoro al rientro della maternità.

– Più in generale chiediamo il riconoscimento della professione come lavoro usurante ai fini del riconoscimento di indennizzo economico e pensione anticipata (in rapporto ai protocolli di valutazione rischi e tipologia di lavoro notturno e con turnazione h24)

– Le ore indirette: supervisioni pedagogiche e psicologiche, progettazione-monitoraggio-verifica dei progetti educativi, pianificazione degli interventi, riunioni d’equipe sono una parte fondamentale del lavoro degli operatori sociali, sia per la tutela della salute psico-fisica dell’operatore stesso, sia per un lavoro di qualità con l’utenza e di crescita qualitativa dei Servizi nel loro complesso, dunque sono ore che devono essere garantite e retribuite sempre, con una pianificazione annuale, mensile e settimanale.

– L’uso dei propri mezzi di trasporto per garantire il funzionamento del Servizio e l’espletamento degli interventi educativi deve prevedere sempre un’assicurazione del mezzo, dell’operatore alla giuda e un rimborso kilometrico.

Da qui al prossimo appuntamento pubblico lavoreremo per completare e integrare questa bozza di piattaforma, a tutti/e l’invito a scriverci per dare contributi e diffondere questo documento.

L’intenzione è di delineare ragionamenti più ampi in cui tematiche, rivendicazioni ed esperienze lavorative specifiche vengano affrontate e inquadrate all’interno del contesto politico ed economico attuale e degli sviluppi delle politiche sociali, metropolitane e nazionali ed europee.

MARTEDI’ 15 MAGGIO ORE 21.30                                   PIANO TERRA          (Via Confalonieri 3)

PER DISCUTERE DI RIFORMA DEL TERZO SETTORE E PER COSTRUIRE UNA PIATTAFORMA COMPLESSIVA

DALLE 20.30 PER PARLARE DEI SERVIZI DI INTEGRAZIONE SCOLASTICA

                                               OPERATORISOCIALI.NOBLOGS.ORG                                                                        F.B. Operatori Sociali

Commenti disabilitati su RIFORMA DEL TERZO SETTORE, LEGGE IORI… E LE CONDIZIONI DI LAVORO??? RIVENDICHIAMO I NOSTRI DIRITTI!
2nd aprile
2018
written by Operatori Sociali Milano

 

Disciplina delle Professioni di Educatore Professionale Socio-Pedagogico,

Educatore Professionale Socio-Sanitario e Pedagogista

DDL 2443/2017 (c.d. “Legge Iori”) recepito nella legge 27.12.2017 , n. 205

 

 

DEFINIZIONE DELLE FIGURE PROFESSIONALI EDUCATORE SOCIO-PEDAGOGICO E PEDAGOGISTA (art.1, co. 594, L. n.205/2017)

L’Educatore Professionale Socio-Pedagogico e il Pedagogista operano nell’ambito educativo, formativo e pedagogico, in rapporto a qualsiasi attività svolta in modo formale, non formale e informale, nelle varie fasi della vita, in una prospettiva di crescita personale e sociale, secondo le definizioni contenute nell’art. 2 d.lgs. 16.01.2013, n.13, perseguendo gli obiettivi della Strategia europea deliberata dal Consiglio europeo di Lisbona del 23 e 24 marzo 2000 (secondo quest’ultima si vuole modernizzare il modello sociale europeo investendo nelle persone e costruendo uno Stato sociale attivo. … I sistemi europei di istruzione e formazione devono essere adeguati alle esigenze della società dei saperi e alla necessità di migliorare il livello e la qualità dell’occupazione).

AMBITI DI LAVORO (art.1, co. 594, L. n.205/2017)

LE FIGURE  PROFESSIONALI  INDICATE  AL  PRIMO PERIODO  (EDUCATORE PROFESSIONALE SOCIO–PEDAGOGICO E IL PEDAGOGISTA)  OPERANO NEI SERVIZI E NEI PRESIDI SOCIO-EDUCATIVI E SOCIOASSISTENZIALI, nei confronti di persone di ogni età, prioritariamente nei seguenti ambiti:

-educativo e formativo;

-scolastico;

-socio-assistenziale, limitatamente agli aspetti socio-educativi;

-della genitorialità e della famiglia;

-culturale;

-giudiziario;

-ambientale;

-sportivo e motorio;

-dell’integrazione e della cooperazione internazionale.

Ai sensi della legge 14 gennaio 2013, n. 4, le professioni di educatore professionale socio-pedagogico e di pedagogista sono comprese nell’ambito delle professioni non organizzate in ordini o collegi.

FORMAZIONE UNIVERSITARIA DELL’EDUCATORE SOCIO-PEDAGOGICO  (Art.1, co. 595, L. n. 205/2017)

LA QUALIFICA di educatore professionale socio-pedagogico È ATTRIBUITA CON LAUREA L19 – SCIENZE DELL’EDUCAZIONE E DELLA FORMAZIONE – e ai sensi del d.lgs. 13.04.2017 n.65

d.lgs. 13.04.2017 n.65, all’art. 14, co. 3, dispone: A DECORRERE DALL’ANNO SCOLASTICO 2019/2020, L’ACCESSO AI POSTI DI EDUCATORE DI SERVIZI EDUCATIVI PER L’INFANZIA È CONSENTITO ESCLUSIVAMENTE A COLORO CHE SONO IN POSSESSO DELLA LAUREA TRIENNALE IN SCIENZE DELL’EDUCAZIONE NELLA CLASSE L19 A INDIRIZZO SPECIFICO PER EDUCATORI DEI SERVIZI EDUCATIVI PER L’INFANZIA O DELLA LAUREA QUINQUENNALE A CICLO UNICO IN SCIENZE DELLA FORMAZIONE PRIMARIA, INTEGRATA DA UN CORSO DI SPECIALIZZAZIONE PER COMPLESSIVI 60 CREDITI FORMATIVI UNIVERSITARI. Continuano ad avere validità per l’accesso ai posti di educatore dei servizi per l’infanzia i titoli conseguiti nell’ambito delle specifiche normative regionali, ove non corrispondenti a quelli di cui al periodo precedente, conseguiti entro la data di entrata in vigore del presente decreto, 01.01.2018.

FORMAZIONE PROFESSIONALE DEL PEDAGOGISTA  (Art.1, co. 595, L. n. 205/2017)

LA QUALIFICA DI PEDAGOGISTA È ATTRIBUITA A SEGUITO DEL RILASCIO DI UN DIPLOMA DI LAUREA ABILITANTE nelle classi di laurea MAGISTRALE:

LM-50 – Programmazione e gestione dei servizi educativi;

LM-57 – Scienze dell’educazione degli adulti e della formazione continua;

LM-85 – Scienze pedagogiche;

LM-93 – Teorie e metodologie dell’e-learning e della media education.

QUALIFICA EUROPEA DELL’EDUCATORE PROFESSIONALE SOCIO-PEDAGOGICO E DEL PEDAGOGISTA (art.1, co. 595, L. n. 205/2017)

La formazione universitaria dell’educatore professionale socio-pedagogico e del pedagogista è funzionale al raggiungimento di idonee conoscenze, abilità e competenze educative rispettivamente del livello 6 e del livello 7 del Quadro Europeo delle qualifiche (QEQ) per l’apprendimento permanente, di cui alla raccomandazione 2017/C 189/03 del Consiglio, del 22.05.2017. Il pedagogista è un professionista di livello apicale.

SPESE PER IL RILASCIO DEL TITOLO DI LAUREA ABILITANTE (art.1, co. 595, L. n. 205/2017)

Le spese derivanti dallo svolgimento dell’esame previsto ai fini del rilascio del DIPLOMA DI LAUREA ABILITANTE sono poste integralmente A CARICO DEI PARTECIPANTI con le modalità stabilite dalle università interessate.

REGIME TRANSITORIO  (Art.1, co. 597, L. n. 205/2017)

In via transitoria, POSSONO ACQUISIRE LA QUALIFICA DI EDUCATORE SOCIO-PEDAGOGICO, PREVIO SUPERAMENTO DI UN CORSO INTENSIVO DI FORMAZIONE PER COMPLESSIVI 60 CREDITI FORMATIVI UNIVERSITARI, organizzato dai dipartimenti e dalle facoltà di Scienze dell’educazione e della formazione delle Università, ANCHE TRAMITE ATTIVITÀ DI FORMAZIONE A DISTANZA, LE CUI SPESE SONO POSTE INTEGRALMENTE A CARICO DEI FREQUENTANTI, da intraprendere ENTRO TRE ANNI DALLA DATA DI ENTRATA IN VIGORE DELLA LEGGE 205/2017 (01.01.2018), coloro che alla medesima data sono in possesso di uno dei seguenti REQUISITI:

  1. Inquadramento nei ruoli delle amministrazioni pubbliche a seguito del superamento di un pubblico concorso relativo al profilo di educatore;
  2. Svolgimento dell’attività di educatore per non meno di tre anni, anche non continuativi, da dimostrare mediante dichiarazione del datore di lavoro ovvero autocertificazione dell’interessato ai sensi del T.U. di cui al DPR n.445/2000;
  3. Diploma rilasciato entro l’anno scolastico 2001/2002 da un istituto magistrale o da una scuola magistrale.

ACQUISIZIONE “PER DIRITTO” DELLA QUALIFICA DI OPERATORE PROFESSIONALE SOCIO-PEDAGOGICO (Art.1, co. 598, L. n. 205/2017)

Acquisiscono la qualifica di educatore professionale socio-pedagogico coloro che, ALLA DATA DI ENTRATA IN VIGORE DELLA PRESENTE LEGGE (1.01.2018), sono titolari di contratto di lavoro a tempo indeterminato nei seguenti ambiti: educativo e formativo; scolastico; socio-assistenziale, limitatamente agli aspetti socio- educativi; della genitorialità e della famiglia; culturale; giudiziario; ambientale; sportivo e motorio; dell’integrazione e della cooperazione internazionale; a condizione che, alla medesima data, ABBIANO ETÀ SUPERIORE A CINQUANTA ANNI E ALMENO DIECI ANNI DI SERVIZIO, OVVERO ABBIANO ALMENO VENTI ANNI DI SERVIZIO.

DIRITTO DI CONTINUARE A SVOLGERE L’ATTIVITÀ DI EDUCATORE SENZA LA QUALIFICA (Art.1, co. 599, L. n. 205/2017)

I SOGGETTI CHE, alla data di entrata in vigore della presente legge, HANNO SVOLTO L’ATTIVITÀ DI EDUCATORE PER UN PERIODO MINIMO DI 12 MESI, ANCHE NON CONTINUATIVI, documentata mediante dichiarazione del datore di lavoro ovvero autocertificazione dell’interessato, POSSONO CONTINUARE AD ESERCITARE DETTA ATTIVITÀ; per tali soggetti, IL MANCATO POSSESSO DELLA QUALIFICA DI EDUCATORE PROFESSIONALE SOCIO-PEDAGOGICO O DI EDUCATORE PROFESSIONALE SOCIO-SANITARIO NON PUÒ COSTITUIRE, DIRETTAMENTE O INDIRETTAMENTE, MOTIVO PER LA RISOLUZIONE UNILATERALE DEI RAPPORTI DI LAVORO IN CORSO ALLA DATA DI ENTRATA IN VIGORE DELLA PRESENTE LEGGE NÉ PER LA LORO MODIFICA, ANCHE DI AMBITO, IN SENSO SFAVOREVOLE AL LAVORATORE.

CONSEGUENZE DELL’ACQUISIZIONE DELLA QUALIFICA DI EDUCATORE SOCIO-PEDAGOGICO (Art. 1, co. 600, L. n. 205/2017)

L’acquisizione della qualifica di educatore socio-pedagogico, di educatore professionale socio-sanitario ovvero di pedagogista NON COMPORTA, PER IL PERSONALE GIÀ DIPENDENTE DI AMMINISTRAZIONI ED ENTI PUBBLICI, IL DIRITTO AD UN DIVERSO INQUADRAMENTO CONTRATTUALE O RETRIBUTIVO, AD UNA PROGRESSIONE VERTICALE DI CARRIERA ovvero al riconoscimento di mansioni superiori.

 

FORMAZIONE UNIVERSITARIA DELL’EDUCATORE SOCIO-SANITARIO (Art.1, co. 596, L. n. 205/2017)

La qualifica di Educatore professionale socio-sanitario è attribuita a seguito del rilascio del DIPLOMA DI LAUREA ABILITANTE DI UN CORSO DI LAUREA DELLA CLASSE L/SNT2 – PROFESSIONI SANITARIE DELLA RIABILITAZIONE, fermo restando quanto previsto dal regolamento di cui al decreto del Ministro della sanità 08.10.1998 n.520

ATTIVITÀ DELL’EDUCATORE SOCIO-SANITARIO (DM 8.10.1998 n. 520, art. 1)

Il regolamento contenuto nel decreto ministeriale 8.10.1998 n. 520, individua l’educatore professionale come l’operatore sociale e sanitario che, in possesso del diploma di laurea abilitante, attua specifici progetti educativi e riabilitativi nell’ambito di un progetto terapeutico elaborato da un’equipe multidisciplinare, volti a uno sviluppo  equilibrato della personalità con obiettivi educativo/relazionali  in un  contesto di partecipazione  e recupero  alla  vita quotidiana; cura il positivo inserimento o reinserimento psicosociale dei soggetti in difficoltà. L’educatore professionale:

  1. a) programma, gestisce e verifica interventi educativi mirati al recupero e allo sviluppo delle potenzialità dei soggetti in difficoltà per il raggiungimento di livelli sempre più avanzati di autonomia;
  2. b) contribuisce a promuovere e organizzare strutture e risorse sociali e sanitarie, al fine di realizzare il progetto educativo integrato;
  3. c) programma, organizza, gestisce e verifica le proprie attività professionali all’interno di servizi sociosanitari e strutture sociosanitarie e riabilitative, in modo coordinato e integrato con altre figure professionali presenti nelle strutture, con il coinvolgimento diretto dei soggetti interessati e/o delle loro famiglie, dei gruppi, della collettività;
  4. d) opera sulle famiglie e sul contesto sociale dei pazienti, allo scopo di favorire il reinserimento nella comunità;
  5. e) Partecipa ad attività di studio, ricerca e documentazione finalizzate agli scopi sopraelencati.

LUOGO DI SVOLGIMENTO DELLE ATTIVITA’ DELL’EDUCATORE SOCIO-SANITARIO (DM 8.10.1998 n. 520, art. 1)

L’educatore professionale svolge la sua attività professionale, nell’ambito delle proprie competenze, in STRUTTURE E SERVIZI SOCIOSANITARI E SOCIOEDUCATIVI PUBBLICI O PRIVATI, SUL TERRITORIO, NELLE STRUTTURE RESIDENZIALI E SEMIRESIDENZIALI IN REGIME DI DIPENDENZA O LIBERO PROFESSIONALE.

 

Rete Operatori Operatrici Sociali Milano

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19th febbraio
2018
written by Operatori Sociali Milano

La Rete Operatori Operatrici Sociali Milano chiama tutti/e i lavoratori e lavoratrici dei servizi socio-educativi e socio-sanitari per un confronto pubblico e la stesura di una piattaforma di rivendicativa.
A fine 2017 sono state approvate la Legge Iori e il decreto Lorenzin, entrambi i provvedimenti vanno a modificare l’assetto legislativo e l’accesso al lavoro per le professioni educative. Che rapporto c’è tra il nuovo “riconoscimento della categoria” tornare in università dopo anni di lavoro e il miglioramento delle condizioni di lavoro? Come verranno organizzati i corsi di riqualifica per chi già lavora, da anni, come educatore, ma non ha la laurea in scienze dell’educazione o educatore professionale? Chi pagherà questi corsi di riqualifica? Fatte le leggi bisogna costruirne l’applicabilità… Cosa chiedono i lavoratori agli Enti locali, alle Centrali Cooperative, ai Sindacati?
Da mesi ormai sono in ballo le trattative tra i firmatari del C.C.N.L. per il rinnovo dei contratti nazionali e per diversi mesi ancora le trattative proseguiranno… ma i lavoratori cosa dicono di questi contratti? Lavoro estivo, notti passive, banca ore, bassi salati e nemmeno sempre garantiti… Forse il “riconoscimento” dovrebbe passare anche da qui oltre che da un “caro” attestato universitario.
In questi anni abbiamo seguito le vicende lavorative di tanti/e colleghi di Milano, dell’area metropolitana, ma anche oltre, nel paese, in relazione con altre Reti e collettivi territoriali, intervenendo a difesa dei diritti dei lavoratori e della qualità dei Servizi. Siamo testimoni del fatto che organizzarsi è possibile e conquistare migliori condizioni anche e in questa serata vorremmo socializzare alcune di queste esperienze e poterne incontrare di nuove.
Dunque vi aspettiamo numerosi/e Mercoledi 7 marzo alla Ligera (viale Padova 133, Milano) dalle 19.30 per un apericena per cominciare alle 21.00 l’Assemblea. Saranno presenti anche alcune realtà sindacali.

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